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7 febbraio 2012

Con le apps più ricavi per le case automobilistiche

di Gianni Rusconi
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Per i produttori di veicoli europei e nordamericani è tempo di cavalcare adeguatamente il fenomeno smartphone. O per meglio dire è giunto il momento per le case auotomobilistiche di trovare delle significative "contromisure" alla proliferazione incontrollata delle applicazioni gratuite scaricabili sui telefonini intelligenti e inerenti servizi di soccorso stradale o di infotainment.

La riprova che il vento sta cambiando e che i costruttori sono più che mai sensibili al fenomeno arriva dall'avvento di piattaforme come Nokia MirrorLink che hanno tutti i requisiti per spalancare nuove opportunità di ricavo per i costruttori stessi, portando all'interno dell'abitacolo avanzati strumenti di controllo virtuali e remoti del tutto integrati con l'interfaccia uomo macchina del veicolo. Chevrolet MyLink o General Motors Intellilink sono fra i più autorevoli esempi degli sforzi compiuti dai produttori sul fronte dei sistemi che mettono in comunicazione vettura e conducente.

Una nuova analisi di Frost & Sullivan Research (Connectivity, App Stores, and Cloud-based Delivery Platforms: Future of Connected Infotainment and Telematics Market) ha riscontrato in proposito come ogni grande casa automobilistica sia al lavoro per sviluppare e rendere disponibili nel corso dei prossimi anni, sui principali store di applicazioni, le proprie apps. E il fatto che alcuni grandi firme dell'industria mobile come Htc, Samsung, LG e Sony vedano in MirrorLink le peculiarità affinché questo diventi uno standard universale appare come un chiaro segno verso la possibilità (per i costruttori) di dare vita, su questo fronte, a una sorta di business parallelo.

"Le apps mobile nel mondo consumer - fa notare l'analista Krishna Jayaraman - hanno data vita a una rivoluzione, affermandosi come un potente modello di business alternativo per i produttori di dispositivi. Sebbene una simile situazione non può essere prevedibile per il mercato dell'auto, piattaforme come MirrorLink, Ford Sync Applink e altri sistemi in via di sviluppo stanno incoraggiando i costruttori a scommettere sulle applicazioni per smartphone. Ed in tal senso il più grande driver legato a questa opportunità è la cresciuta focalizzazione sulla progettazione delle interfacce uomo macchina". La confidenza dei giganti dell'auto verso gli smartphone e le apps è quindi aumentata e con essa la convinzione che questo binomio non è una minaccia quanto una possibile fonte di nuovi ricavi. Che diventerà sempre più concreta quando la disponibilità a bordo di comandi touchscreen e vocali sarà ancora più diffusa.

La sfida più grande da vincere, secondo Jayaraman, sarà quella di mettere a punto il modello di sviluppo delle apps in relazione al ruolo giocato dai produttori di device mobili e dai fornitori delle piattaforme software. Il controllo che le case automobilistiche esercitano sulla supply chain è tale che il rischio di un blocco alla fonte del flusso di apps verso l'utente è reale. I vendor di auto, in altri termini, devono dare vita a un ecosistema di sviluppatori e partner che sia organico, strutturato e in grado di assicurare continuità di aggiornamento lato applicazioni in ambienti standard come MirrorLink o attraverso piattaforme proprietarie come Jaguar Connect and View. Ogni attore della catena, conclude l'analista di Frost & Sullivan, deve fare la propria parte portando valore aggiunto a un'offerta di servizi che va vista in un'ottica d'insieme.

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