È l'alba dell'auto elettrica: dopo mesi di annunci, prototipi a raffica, affinamenti, adesso siamo alla prova del nove. Sono in arrivo una moltitudine di vetture che sotto il cofano non hanno più un propulsore che brucia benzina, gasolio o gas, bensì un un motore senza pistoni e bielle ma che trae forza da una batteria. Già, la batteria: l'elemento critico e cruciale di questa rivoluzione, che ne simboleggia tutte le difficoltà pratiche in virtù di una capacità ancora molto limitata, con un'autonomia (siamo sui 150 km) che va bene solo per girare (poco) in città. I prezzi poi non certo popolari.
A partire, lancia in resta, sono i francesi. Renault con la sua alleata Nissan ha fatto dell'auto elettrica il nucleo base della sua politica commerciale e tecnica per i prossimi anni. La Regie ha messo sul piatto dell'elettrico oltre 4 miliardi di euro, davvero tanti, e questo sforzo darà i suoi frutti in un autunno caldo per la casa transalpina visto che sono previsti due modelli: il commerciale Kangoo Express e la Berlina Fluence Ze (un vero macchinone a ioni di litio). A gennaio arriverà Twizy, un quadriciclo a metà strada tra auto e scooter che costerà 7mila euro più, secondo una formula cara al mondo della telefonia mobile, un canone mensile per le batterie.
La Nissan Leaf, in prevendita per 30mila euro in molti Paesi, è stata insignita del premio auto dell'anno, un riconoscimento dato soprattutto all'idea. Dimensioni e caratteristiche sono da vettura media, mentre l'autonomia è da Citycar. Dovrebbe arrivare da noi a fine anno, ma fin da ora sul fronte delle piccole elettriche si possono acquistare le gemelle nippofrancesi, cioè Mitsubishi iMiev e le sue derivate: Peugeot iOn e Citroën, C-Zero. Si tratta di una vetturetta da circa 35mila euro, declinata in tre marchi a misura di città per ingombri e struttura. L'autonomia è sufficiente per girare in una metropoli senza paura di rimanere a secco lontano da una spina.
Se la Francia è in prima fila, i tedeschi non sono da meno, con Mercedes che prepara modelli a spina mentre il suo marchio cittadino, Smart è già protagonista della rivoluzione. Bmw ha creato un brand ad hoc: le vetture elettriche bavaresi avranno una i nel nome (i8, per esempio) e saranno costruite con materiali d'avanguardia come la fibra di carbonio. Volkswagen punta sulla famiglia "e-tron" a marchio Audi, ma ci sarà anche la versione elettrica della Up!. È un'inedita city car che la casa di Wolfsburg svelerà a fine agosto. In seguito ci sarà anche una Golf Toyota, la casa che ha fatto dell'ibrido la sua icona punta sull'incarnazione plug-in (ricaricabile a spina della Prius). Ford sta preparando la Focus Ev. E Gm? Con i marchi Chevrolet e Opel propone l'uovo di Colombo: l'ErEv, cioé l'auto elettrica ad autonomia estesa. Un motore a scoppio, privo di compiti di trazione, ricarica le batterie in marcia così da allontanare per 500 chilometri la necessità di trovare una spina: due modelli: Volt con il marchio Usa e Ampera con quello tedesco. Il prezzo (circa 43mila euro) conferma che l'auto elettrica ha proprio bisogno di incentivi.
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