Il Challenge Bibendum appena concluso non è stata solo l'occasione per confrontarsi con la mobilità del futuro che, come vi abbiamo raccontato, vede la trazione elettrica tra i protagonisti, ma è stato anche un momento per parlare del divenire di Michelin. Non sono solo i pneumatici i protagonisti del colosso francese, capace di proiettarsi verso un futuro eco-sostenibile su diversi fronti del mondo automotive. La vetrina offerta dalla recente rassegna tedesca ha mostrato quanto sia particolare e mirata al risparmio di combustibile e di emissioni di CO2, la strada intrapresa da Michelin. Diverse le novità così come le innovazioni presentate nel recente passato, che hanno animato lo stand francese.
Non va dimenticato che i pneumatici sono responsabili di quasi il 20% del consumo di energia necessario a fare avanzare un'automobile a propulsione termica, il 30% nel caso delle elettriche. Inoltre, un pieno di carburante su cinque per le automobili con motore termico, e un pieno su tre per gli autocarri, è assorbito dai pneumatici. Ed è da qui che vogliamo cominciare a raccontarvi di quello che Michelin ha portato al Challenge Bibendum 2011. Il costruttore francese infatti, ha creato un nuovo pneumatico dedicato ai mezzi pesanti. Perché la riduzione del peso, dei consumi, e delle emissioni, passa anche dal numero di pneumatici necessari a muovere un determinato quantitativo di merce. Infatti il nuovo prodotto di casa Michelin è in grado di trasportare 5 tonnellate. Ciò consentirebbe ad un rimorchio a doppio asse di trasportare lo stesso carico di un rimorchio a tre assi. Il merito è essenzialmente nella continua ricerca e nello studio dei materiali. Sempre in tema di materiali, la vera novità di casa Bibendum è stata "il pneumatico autoriparante". Dotato di un inedito tipo di gomma, capace di ripararsi in caso di foratura. La particolarità sta nel fatto che sia proprio la gomma e non un sistema alternativo (come capita con la concorrenza), a "tappare" la foratura.
Se invece parliamo di ruota, il futuro che passa da Michelin è grande e stretto o piccolo e largo. Infatti se il tema del viaggio è "elettrico", il nuovo pneumatico francese ha un diametro maggiore rispetto ai comuni pneumatici per auto (155/70 R19). La migliore aerodinamica, e il ridotto numero di giri per avanzare (rispetto ad uno standard), permettono un risparmio elettrico che dovrebbe attestarsi attorno al 10%. Mentre per le piccole utilitarie è stata realizzata una ruota e un pneumatico di piccole dimensioni (10 pollici: 175/70 R10) avente le medesime prestazioni di uno da 14 pollici (175/65 R14). Ritorna il tema della riduzione del peso, e quindi dei consumi e delle emissioni ridotte, ma anche della possibilità di sfruttare diversamente gli spazi disponibili in auto. Infatti il differente ingombro potrebbe aumentare volume all'interno dell'abitacolo (riconfigurando la vettura naturalmente).
Però come abbiamo detto poc'anzi non sono solo le ruote la materia principale di Michelin, tant'è che allo stand berlinese era presente il sistema Fuel Cell del colosso francese. L'obbiettivo è quello di aumentare l'autonomia delle vetture elettriche, grazie all'adozione della cella a combustibile. L'architettura è molto semplice e nasce dal progetto F-CITY H2, che impiega una batteria ed una cella a combustibile, ed occupa lo stesso spazio di una serie di celle di batterie agli ioni di litio. Oltre all'autonomia prolungata, il vantaggio risiede nel fatto che i tempi di riempimento per l'idrogeno siano decisamente inferiori rispetto a quelli legati alla ricarica delle batterie.
Infine, quando si dice "l'unione fa la forza", perché tra le tante innovazioni portate da Michelin come non citare la ruota attiva. Non si tratta di una novità in senso assoluto, ma rappresenta una soluzione interessante per ciò che riguarda la mobilità eco-sostenibile, nonché una piccola rivoluzione nell'ambito della dinamica dei veicoli. Infatti il motore (elettrico), il gruppo sospensione e il freno, si trovano tutti all'interno della ruota. Questo regala uno scenario davvero interessante sul fronte della distribuzione dei pesi, ma anche su quello relativo allo sfruttamento degli spazi all'interno della vettura (non c'è più il motore tradizionale, ma si trova nelle ruote). Inoltre alcune applicazioni sono in avanzata fase di sviluppo in ambito trasporto urbano passeggeri, relativamente a mezzi come gli autobus. Ma se invece prendessimo in considerazione esclusivamente il motore elettrico all'interno della ruota, ecco che si potrebbero "ibridizzare" numerosi veicoli. Nello specifico il progetto finanziato dall'ADEME (Agence De L'Environnement et de la Maîtrise de l'Energie), denominato Velroue, propone di testare una nuova concezione di utilitaria bimodale (usando come veicolo il Renault Kangoo) che funzioni sia in modalità elettrica che in quella "tradizionale". A dimostrazione del fatto di quante siano innumerevoli e particolari le soluzioni che vedono sempre più protagonista l'ecologia quando si parla di mobilità.