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Drue Freeman (Nxp)
2 settembre 2010

Freeman (Nxp): «Ridurre i consumi di benzina del 50% è possibile»

di Gianni Rusconi
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Aumentare l'efficienza energetica dei veicoli per ridurne i consumi e di conseguenza le emissioni. L'imperativo è comune a tutti i produttori, i risultati non sempre all'altezza delle aspettative. Ma se c'è una strada da percorrere affinché i mezzi circolanti su strada (a benzina o diesel, elettrici o ibridi) impattino meno sull'ambiente questa è di natura tecnologica. Una strada fatta di sistemi di spegnimento controllato del motore negli spostamenti urbani come di strumenti di comunicazione telematica per l'accesso alle informazioni su percorribilità viaria ma anche sostanziali migliore funzionali come la trasmissione a doppia frizione o il servosterzo elettronico. I benefici derivanti dall'applicazione delle nuove tecnologie sono ben descritte dai numeri: risparmi di carburante e riduzione delle emissione di Co2 pari a 10 grammi per chilometro e variabili fra il 4 e il 16%. A Drue Freeman, VP Global Automotive Sales & Marketing di Nxp Semiconductors, società olandese specializzata in soluzioni per l'automotive, il Sole24ore.com ha chiesto in esclusiva di fare il punto su come e quanto l'hi-tech possa contribuire a rendere più eco-compatibili e intelligenti le vetture di domani.

L'industria automotive è proiettata alla riduzione dei consumi di carburante e delle emissioni nocive: come si sposa secondo voi questo obiettivo con la necessità di investire grandi risorse finanziarie nella ricerca e sviluppo senza incidere troppo sui bilanci?
In realtà l'intera supply chain sta lavorando in questa direzione per raggiungere tale obiettivo. I produttori di auto sono incentivati dal rischio di essere multati dai rispettivi governi se non raggiungono gli obiettivi in termini di livello minimo di emissioni. I principali fornitori invece sono spinti dalle opportunità di business che nascono dall'aiutare i produttori a raggiungere questi obiettivi e le società tecnologiche, come Nxp, collaborano per offrire soluzioni tecnologiche studiate proprio per rispondere al problema delle emissioni.

Le case automobilistiche non lasceranno quindi in futuro questo compito ai fornitori hi-tech?
Ridurre consumi di carburante ed emissioni non richiede necessariamente un incremento delle spese in ricerca e sviluppo, ma più semplicemente si spostano gli investimenti concentrandoli su queste specifiche aree di ricerca. Secondo noi sono quattro i principali trend verso cui si muove l'innovazione nel settore automobilistico attraverso l'intera sua catena del valore: efficient sustainable driving, seamless connectivity, safety e comfort/convenience.

Dove può arrivare il supporto delle tecnologie a bordo veicolo in tema di maggiore efficienza? Si potranno per esempio ridurre in futuro del 50% i consumi di un'auto a benzina di media grande cilindrata?
Personalmente ritengo che una riduzione del 50% rispetto ad oggi sia un obiettivo raggiungibile. Le applicazioni Powertrain per il controllo motore e il cambio automatico possono per esempio essere rese più efficienti grazie all'uso di sensori ad alta precisione, come quelli messi a disposizione dalla tecnologia magneto-resistiva. È però il cambiamento nelle abitudini dei guidatori, secondo il concetto di eco-telematics, e cioè sistemi ausiliari che segnalano rotte più veloci o con minor traffico, a generare il maggior impatto. Se si considerano assieme i vari aspetti e si tiene conto del fatto che l'innovazione avviene su base quotidiana in tutta la supply chain, credo che la riduzione del 50% non sia un traguardo irragionevole per il futuro.

Si può affermare che i produttori di auto occidentali (americani, europei e anche giapponesi) sono più sensibili al tema del risparmio energetico rispetto alle case coreane, indiane o cinesi?
Decisamente no! I produttori cinesi, grazie alle significative linee guida del loro governo, stanno cercando di superare i produttori occidentali in termini di macchine a elevata efficienza energetica. In particolare mirano a diventare leader nel mercato delle auto elettriche, un'incredibile opportunità per loro. Non vedono motivo di investire in ricerca e sviluppo per raggiungere i produttori europei americani e giapponesi in termini di tecnologia per il tradizionale in-Car entertainment poiché il loro obiettivo sono i veicoli elettrici. I produttori coreani stanno crescendo molto velocemente nel mercato globale e, poiché puntano sulle vendite in Europa e Stati Uniti, devono adeguarsi perfettamente a qualsiasi legislazione in termini di efficienza energetica ed emissioni.

Uno degli ostacoli alla diffusione delle auto elettriche, si dice, è di tipo infrastrutturale, e cioè la complessità di organizzare una presenza distribuita e capillare di stazioni di rifornimento pubbliche sul territorio? Che ne pensate?
Indubbiamente questo rimane uno dei principali ostacoli all'adozione di qualsiasi alimentazione alternativa per le auto, siano esse elettriche o ibride.

Nxp ha avviato un progetto di ricerca, "Pollux", che mira ad abbassare ulteriormente i consumi e allungare la vita delle batterie delle automobili elettriche di nuova generazione: in cosa consiste esattamente?
È un progetto europeo, parte del programma Artemis (organismo pubblico-privato nato per favorire la ricerca e sviluppo dei sistemi embedded, ndr), destinato allo sviluppo di unità di controllo elettriche per i veicoli alimentati a energia. In Pollux sono coinvolti produttori, vedi Fiat e relativi fornitori, alcune Università e istituzioni, provider di tecnologia, Nxp si fa carico per esempio delle attività legate alle tecnologie di rete a bordo veicolo con consumo ottimizzato. Il fine è quello di realizzare reference design e architetture di sistemi embedded per innovativi sistemi mecatronici ad alta efficienza, destinati per l'appunto ai veicoli elettrici di nuova generazione.

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