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Renault punta all'elettrico e non solo, al debutto la Fluence Z.E

Marina Terpolilli
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La caccia alla CO2 è iniziata da un pezzo in Casa Renault. Da tempo, infatti, la "Régie" è impegnata senza posa e su diversi fronti per migliorare le emissioni medie delle proprie auto, che nel 2009 è stata di 138,8 g/km contro una media europea di 146,3 g/km. L'obbligo di ridurre le emissioni colpisce tutte le Case che dovranno scendere a 130 g/km nel 2015 e sotto i 100 (si parla di 95 g/km) nel 2020. Diventa così gioco forza per tutti pensare all'elettrificazione dei propri modelli, siano ibridi, ibridi plug-in o elettrici. Per il suo progetto di elettrificazione la Renault ha investito 4 milioni di euro per realizzare una intera gamma di modelli, che almeno inizialmente saranno quattro, compresa la berlina Fluence Z.E. (dove Z.E. sta per Zero Emission), pronta per essere commercializzata già nel corso del 2011.
L'abbiamo provata recentemente in anteprima nella zona a Nord della Francia, ad un centinaio di chilometri da Parigi. Si basa sulla Fluence berlina tre volumi costruita a Bursa, in Turchia, dove uscirà dalla medesima catena di montaggio, ma sarà più lunga dei 4,62 metri del prototipo, per integrare le batterie dietro i sedili posteriori, preservando così il volume del vano bagagli di almeno 300 litri.
Il motore elettrico sincrono che l'equipaggia, ha una potenza di 70 kW (95 Cv) a 12.000 giri e una coppia massima di 226 Nm. È alimentato da una batteria agli ioni di litio che pesa 250 kg e ha una capacità nominale di 24 kW, dei quali ne verranno utilizzati solo 20 kW nell'uso quotidiano. Nei modelli di serie, contrariamente ai prototipi, questa viene alloggiata dietro i sedili posteriori per preservare il volume del bagagliaio e favorire il sistema "Quick Drop" di sostituzione rapida della stessa, in soli tre minuti nelle officine o nelle stazioni di servizio abilitate, invece di ricaricarla. Con questo sistema che è alla base del progetto Better Place di Shai Agassi, imminente in Israele, l'autonomia iniziale di 160 km può diventare infinita. Inoltre tramite i sistemi di recupero dell'energia la batteria si ricarica autonomamente permettendo di percorrere più km di quelli potenziali. Tra gli altri sistemi per ricaricare la batteria, oltre alla consueta presa domestica a 220 V a 16 Ampere o 10A (con un tempo tra le 6 e le 8 ore), è possibile eseguire una ricarica rapida su colonnine dedicate da 400 V a 32 A, che consentono un "pieno" in circa 30 minuti.
Tranne la Tesla Roadster, che "vista dalla parte del volante" ricorda molto da vicino la sportivissima Lotus Elite, la Renault Fluence Z.E. tra tutte le auto provate fin qui, tra elettriche pure e plug-in, è l'elettrica che lascia trasparire di meno il fatto che sia mossa tramite una batteria e un propulsore elettrico. In parole povere "sa molto" di auto tradizionale come quella che siamo abituati a guidare tutti i giorni. Forse è un po' più pronta in accelerazione e terribilmente silenziosa nel suo procedere lungo la strada per l'assenza del propulsore termico. Per il resto sembra di essere su una Fluence tradizionale, a benzina o gasolio, stesso piacere di guida, stesso comfort: navigatore intelligente, telefono con tecnologia bluetooth, climatizzatore automatico bi-zona e tanto altro. Le prime 20 Fluence Z.E. in Italia saranno noleggiate sia a società pubbliche e private, sia a un selezionato gruppo di utenti privati assieme a 40 Kangoo Z.E. nell'ambito di un accordo stretto con l'azienda elettrica A2A.
Tuttavia l'obiettivo della Renault è quello di posizionarsi al vertice tra i costruttori automobilistici europei in termini di emissioni di CO2, non solo grazie alle vetture elettriche, ma anche al costante miglioramento dei fondamentali dell'automobile (massa, prestazione aerodinamica e attriti), all'introduzione di nuove tecnologie sui motori termici e sulle trasmissioni tradizionali. D'altra canto, sebbene nel 2013 Renault voglia vendere circa 500.000 vetture elettriche all'anno in tutto il mondo, valuta altresì che nel 2020 ancora 9 veicoli su 10 avranno motori termici.
La soluzione principe per la Régie è il downsizing dei motori diesel e benzina. Ad esempio il noto turbodiesel 1.5 dCi verrà sviluppato ulteriormente e nel 2012 sarà proposto in versioni che consentiranno di ridurre di circa 20 g/km la quantità di CO2. Anche la futura motorizzazione 1.6 dCi 130 darà un decisivo contributo all'abbassamento dei consumi e delle emissioni. Questo nuovo propulsore, sviluppato congiuntamente dall'Alleanza Renault-Nissan, sarà caratterizzato al lancio, previsto per il 2011, da una potenza di 130 Cv, corrispondente ad una riduzione della cilindrata del 16% rispetto al turbodiesel 1.9 di potenza equivalente. Già predisposto per la norma Euro 6, questo motore è coperto da oltre 15 brevetti Renault e costituirà il cuore della gamma del segmento C, ma svolgerà un ruolo chiave anche nel segmento D e nei furgoni. Associato ai progressi attesi sulle auto future (massa, aerodinamica, attriti), il nuovo 1.6 dCi consentirà di ridurre le emissioni di CO2 di 30 g/km e di abbassare i consumi di oltre 20% rispetto all'attuale dCi 130.
Con le nuove norme Euro6, saranno però i benzina a svolgere un ruolo di spicco. Un esempio viene dalla famiglia TCE che verrà lanciata nel 2012 e che andrà a costituire l'85% delle versioni benzina Renault entro il 2015: si compone di motori modulari a 3 e 4 cilindri, con cilindrata compresa tra 0.9 e 1.2 litri, con potenze comprese tra 90 e 115 Cv. Questi nuovi propulsori utilizzati su più modelli avranno emissioni inferiori ai 100 g/km di CO2.
Pure le trasmissioni saranno studiate in chiave "eco" come l'inedita trasmissione automatica a sei rapporti, battezzata EDC (Efficient Dual Clutch), progettata per abbassare i consumi ed emissioni rispetto ai tradizionali cambi automatici fino al 17%, con un risparmio di circa 30 g/km di CO2. Questa tecnologia prevede una doppia frizione a secco, associata ad attuatori elettrici (soluzione che rappresenta un'anteprima mondiale) e una messa a punto focalizzata sul controllo del consumo.
La trasmissione EDC ha debuttato questa primavera sulla famiglia Mégane abbinata al motore diesel dCi 110 FAP. Equipaggiate con tale trasmissione automatica, Mégane berlina, coupé e SporTour emettono soltanto 114 g/km di CO2, mentre le emissioni per Scénic XMod, New Scénic e Mégane Coupé-Cabriolet si limitano a 130 g/km di CO2. Si tratta dei primi modelli con trasmissione automatica a ricevere la firma Renault ECO2
Renault, infine, ha anche anticipato quelli che saranno gli interventi sulla progettazione dei futuri modelli, per minimizzare la resistenza all'aria, lavorando sul design e applicando particolari accortezze per migliorare l'aerodinamica, come spoiler e retrovisori ottimizzati, bocchette chiuse nel vano motore e l'introduzione di minigonne. Queste soluzioni permetteranno di migliorare del 10% il Cx, e dunque di limitare i consumi, visto che 0,02 punti nel Cx rappresenta la riduzione di 1 g/km della CO2.

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