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21 giugno 2010

Auto elettriche, domanda in crescita. Ma sono (quasi) tutte ibride

di Gianni Rusconi
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La sicurezza delle forniture di petrolio, la volontà di ridurre gli impatti ambientali, i costi al consumo del carburante: tre fattori che, secondo uno studio recente della società di consulenza inglese J.D. Power, contribuiranno nell'insieme a far crescere quest'anno la domanda globale di veicoli elettrici. L'analisi in questione ha partorito dei numeri precisi e sarebbero quindi 940mila le "green car" che potrebbero essere immatricolate nel 2010, rispetto alle 732mila del 2009 e le previste tre milioni del 2015.

Se tagliare le emissioni nocive è un obiettivo ormai consolidato da tutti gli attori in gioco (governi e case automobilistiche in primis), il disastro firmato Bp nel Golfo del Messico potrebbe influire sensibilmente sul sistema di approvvigionamento globbale del greggio, con tutte le ripercussioni del caso per i prezzi del carburante. Da qui il possibile salto in avanti delle vendite delle auto elettriche, il 98% delle quali sarebbero ibride e quindi alimentate sia a benzina che tramite batterie.

Lo studio ha inoltre preso in considerazione la penetrazione del fenomeno per aree geografiche evidenziando per esempio come agli Stati Uniti andrà il 55% del mercato dei veicoli ibridi entro il 2015, mentre il 30% della domanda sarà appannaggio dell'Asia grazie alla forte domanda del Giappone (che da solo coprirà il 25% delle vendite, e cioè 750mila unità). Le auto alimentate a batterie ricaricabili rimarranno quindi ancora per un po' una vera e propria nicchia e stando alla ricerca di J.D. Power saranno circa 23mila le "electric car" che si venderanno quest'anno. Di fatto marginale il contributo a questo settore delle vetture a idrogeno "full cell", visto e considerato che, stando alle indicazioni, la domanda rimarrà sotto quota 20mila unità per i prossimi 10 anni per via degli eccessivi costi della tecnologia

Per il 2015 qualcosa per le auto elettriche cambierà (in meglio) e le stime parlano infatti di 500mila veicoli: un numero consistente, che potrebbe essere ancora più importante se venissero rimossi ostacoli quali gli elevati costi dei veicoli e prestazioni generalmente inferiori a quelle assicurate dalle auto ibride. Il paragone in termini di autonomia fra la Nissan Leaf (elettrica) e la Toyota Prius (ibrida) è in tal senso impietoso: fra i 160 e i 400 chilometri la prima (in relazione al tipo di batteria impiegata) e 960 chilometri per la seconda. Per non parlare poi della velocità di punta: prendiamo la Think City, prodotta da Think of Norway e in procinto di vedere il mercato continentale entro la fine di quest'anno. Garantisce almeno 150 chilometri di percorrenza con una ricarica ma non va oltre i 100 chilometri l'ora.

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