TOKYO - Certamente gli spazi vuoti e gli stand artificiosamente dilatati per colmare l'assenza di tutte le marche straniere (ivi compresi i vicini di casa coreani) lasciano intendere che il 49° Motor show di Tokyo non è all'altezza delle edizioni dei tempi d'oro. Ma alla rassegna in corso fino al 4 novembre alla Makuhari Messe non mancano i motivi d'interesse, costituiti essenzialmente dalle proposte verdi – attuali o futuribili – nelle quali i costruttori nipponici hanno sempre avuto un ruolo di primo piano. Peccato manchi la possibilità di un confronto tecnologico e di idee con la case europee che hanno disertato la rassegna, non si sa bene se per esigenze di bilancio, ripicca per qualche mal digerito forfait all'ultima rassegna di Francocoforte o un po' di entrambi i motivi.
Fatto sta che i giapponesi hanno fatto buon viso a cattivo gioco, occupando il palcoscenico da protagonisti assoluti.
Toyota, per esempio, gioca a tutto campo con le tecnologie ambientali, proponendo accanto alla Prius ibrida plug-in già vista in Germania la Ft-Ev II, concept car elettrica basata sull'architettura della piccola iQ e un'altra ibrida, la berlina di fascia alta Sai, che sarà la seconda Toyota, dieci anni dopo la Prius, disponibile esclusivamente – in Giappone a partire da dicembre – con questo tipo di alimentazione. Il messaggio sembra chiaro: il maggior costruttore mondiale vede nell'elettrico una soluzione esclusivamente cittadina, mentre vede nell'ibrido la risposta ideale alla riduzione dell'impatto ambientale sulle lunghe percorrenze. Intanto non trascura la strada – troppo a lungo abbandonata – delle vetture emozionali con la Ft 86, concept car che prefigura una sportiva compatta (sarà prodotta non appena la situazione lo consentirà) destinata nelle intenzioni a rinnovare il mito della Celica. Sulla stessa falsariga si muove la Lexus Lfa, supercar da 560 Cv che rappresenta la prima sportiva estrema del marchio di lusso della galassia Toyota. Andrà in produzione in 500 unità dal dicembre 2010, al prezzo indicativo di 375mila dollari (poco meno di 260mila euro).
La proposta "verde" della Nissan sembra ispirata a una filosofia diversa: la Leaf che sarà ordinabile negli Usa, in Giappone ed Europa dal 2010 per andare in produzione a regime nel 2012, è una berlina compatta ma non esclusivamente cittadine, spinta dal solo motore elettrico alimentato con batterie agli ioni di litio, quasi a dire che sulla strada dell'elettrico puro – tecnologia nella quale Nissan e l'alleata Renault puntano senza mezzi termini alla leadership mondiale – c'è posto anche per vetture adatte a lunghe percorrenze con l'intera famiglia al seguito. Più futuribile ma non meno intrigante, e sempre elettrica è l'altra proposta, denominata Land Glider, una sorta di iper tecnologica "motauto" a due posti (uno dietro l'altro), con quattro ruote e abitacolo chiuso, ma capace di affrontare le curve piegandosi come una moto grazie ai sofisticati cinematismi a gestione elettronica del corpo vettura basculante.
A tutto ibrido, sia pure con la filosofia del "mild hybrid" differente da quella della Toyota, procede comunque la Honda con la Cr-z, piccola sportiva già vista in altri saloni, e l'inedita Skydeck, scenografica ipotesi di Mpv con sei posti distribuite su tre file di sedili, caratterizzata da un'efficienze e raffinata versatilità nella gestione degli spazi a bordo.
Ibrida è anche la vistosa concept car della Subaru, non a caso battezzata Hybrid Tourer che vede un'originale impiego della doppia alimentazione, con il motore a benzina collegato alle ruote anteriore e quello elettrico che quando serve arriva in suo "soccorso" agendo sull'asse posteriore.
E ibrida, ma del tipo Plug-in con batterie ricaricabili dalla presa di corrente domestica, è anche la concept Px-Miev della Mitsubishi la cui versione di serie sarà sul mercato nel 2013. Deriva direttamente dall'elettrica i-Miev le cui vendite ai clienti privati inizieranno in Giappone nell'anno fiscale che comincerà il 1° aprile 2010. Analoga la scelta tecnologica della Suzuki, che affianca alla versione ibrida Plug-in della Swift un prototipo a fuel cell a idrogeno della Sx4, "gemella" della Fiat Sedici.
Niente elettrificazione, ma miglioramento dell'esistente in termini di efficienza: è questa la filosofia che sta alla base delle novità proposte a Tokyo da altre due case. La Mazda presenta una nuova generazione di motori (benzina e diesel) e un cambio in grado di incidere profondamente su consumi ed emissioni, Daihatsu punta sulla mini vettura (segmento in cui è grande specialista) E:s spinta da un moderno 3 cilindri di 660 cc che promette percorrenze nell'ordine di 30 km con un litro di benzina.