MOTORI24
13 ottobre 2009

Ecco come va la prima Honda a idrogeno

di Giampiero Bottino
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Quattro porte, quattro posti comodi e avvolgenti, un bagagliaio piuttosto generoso, una linea slanciata e sportiva, 160 km/h di velocità massima e un'autonomia che sfiora i 460 chilometri. Potrebbe essere l'identikit di una delle tante, filanti coupé a quattro porte oggi così di moda se non fosse per un dettaglio: l'elegante berlina in questione è prodotta dalla Honda, si chiama Fcx Clarity ed è spinta da un motore elettrico da 136 cavalli che attinge energia da uno stack di fuel cell alimentate a idrogeno, alle quali in caso di necessità dà una mano la batteria agli ioni di litio che si ricarica in fase di frenata e di rilascio. Questo significa che dai tubi di scarico non esce altro che comunissima e pulitissima acqua.
Come se non bastasse, a differenza di altre vetture sperimentali che utilizzano lo stesso combustibile, è la prima "zero emissioni" a uscire dalla fase di prototipo: ingenerizzata e prodotta in piccola serie, la Clarity può essere ordinata – con la formula del leasing, perché il prezzo d'acquisto sarebbe ovviamente proibitivo – dai clienti americani e giapponesi, purché non abitanti troppo lontano dai rarissimi distributori di idrogeno (in tutta la Germania – dove abbiamo provato la vettura – ne esistono solo sei, in Italia meglio non parlarne), che si sentono un pionieri ma non necessariamente Paperoni: il canone di noleggio "politico", fissato da Honda in circa 600 dollari al mese, non è certo eccessivo per una vettura che oltre alle emissioni zero offre contenuti e qualità degni di una raffinata berlina di alta gamma.
Accompagnandoli con un eccellente comportamento stradale, imperniato sulla linearità e l'immediata disponibilità della coppia, tipica dei motori elettrici e foriera di accelerazione esaltanti. A farci capire quale tipo di motore pulsa dentro il cofano provvede non solo l'assoluta silenziosità di marcia (nel confortevole abitacolo si sento solo il rumore di rotolamento degli pneumatici), ma anche il coloratissimo strumento centrale che domina una plancia fin troppo tormentata e ricca di pulsanti e comandi, come vogliono le abitudini stilistiche giapponese.
Spiccano nel quadrante due coni luminosi: quello verde a sinistra indica il livello di carica della batteria, quello blu di destra tiene il conto dell'idrogeno contenuto nel serbatoio da 4 kg collocato posteriormente, sotto il piano di carico del bagaliaio al quale non ruba neppure troppo spazio.
La Clarity offre non solo un'esauriente dimostrazione dell'evoluto know how Honda, ma ci ricorda anche come il cammino verso l'idrogeno – che sembrava interrotto dopo gli eccessivi entusiasmi e le mirabolanti promesse di qualche anno fa – proceda senza troppo clamore, ma con prospettive più che credibili, anche se a scadenza non certo ravvicinata.

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