I dispositivi elettronici già disponibili o in arrivo fanno molto per la sicurezza sulle strade, ma non bastano se non si adottano corretti comportamenti di guida. In primo luogo va ricordato infatti che le disposizioni del Codice della strada vanno rispettate e non interpretate. Ossia, ad esempio, tanto per citare alcune delle regole più trascurate: le cinture si devono allacciare anche sui sedili posteriori; l'utilizzo del cellulare è permesso solo con il viva voce o l'auricolare; i limiti di velocità non vanno superati. Anche le distanze di sicurezza sono spesso accorciate dalle cattive abitudini. Le indicazioni, riportate dall'Aci, sono queste: a 50 km/h la distanza minima è di 25 metri (pari alla lunghezza di due autobus); a 90 km/h è di 40 metri (più di due Tir); a 130 km/h è di 130 metri (un campo da calcio).
Altre indicazioni potrebbero essere state dimenticate dai tempi della scuola guida: le mani vanno poste entrambe sul volante, le braccia non devono essere troppo distese, il poggiatesta va regolato 3-4 centimetri sopra il capo (una sua corretta regolazione eviterebbe circa il 28% dei danni al collo).
E ancora: in caso di condizioni meteorologiche avverse, la prima regola è di limitare la velocità e aumentare le distanze di sicurezza. In caso di neve bisogna frenare il meno possibile, prediligendo il freno motore. Con pioggia forte è meglio allontanarsi dal ciglio della strada, perché l'allagamento parziale delle carreggiata aumenta le probabilità di aquaplaning (rischio che aumenta con il crescere della velocità e della pressione dei pneumatici): in caso di aquaplaning bisogna rilasciare il pedale dall'acceleratore e cercare di controllare la vettura, evitando di frenare, perché l'effetto sarebbe l'ulteriore perdita di aderenza.
Ancor più delle tecniche di guida sono fondamentali le condizioni in cui ci si mette al volante, se si pensa che tra il 15 e il 40% degli incidenti più gravi è imputabile a sonno o stanchezza, il più delle volte associati a uso di alcol, medicinali o un pasto abbondante. Meglio, quindi, non guidare per più di due ore consecutive, intervallando le guide con almeno 10 minuti di pausa. Ogni tre periodi di guida la pausa dovrebbe essere di mezz'ora.
Secondo l'Asaps (associazione amici della polizia stradale), dopo 17 ore che si è in piedi i riflessi sono paragonabili a quelli che si ha con 0,5 grammi di alcol nel sangue, la soglia massima consentita dalla legge. Se ci si sveglia alle 7, la macchina non va usata quindi dopo mezzanotte. In caso di lunghi viaggi, bisogna evitare di anticipare troppo la partenza, stravolgendo i propri equilibri, perché la sonnolenza moltiplica per otto il rischio di incidenti. Evitare di mettersi in viaggio dopo una giornata di lavoro e di viaggiare tra le 2 e le 5 del mattino.
Se si hanno dolori articolari o difficoltà di concentrazione sarà probabilmente sufficiente fare una breve sosta per sgranchire le gambe, ma se si avverte la necessità di cambiare spesso posizione, si è disattenti rispetto ai cartelli e si ha difficoltà a mantenere la traiettoria o la velocità costante: serve una vera dormita. Anche lavarsi il viso con l'acqua fresca o un caffè – avverte l'Aci – non basta perché l'effetto è temporaneo. Alzare il volume dello stereo procura inoltre un affaticamento sensoriale che peggiora la situazione, mentre è utile una radio che alterni musica e parole. Una serie di consigli su come affrontare correttamente i viaggi, soprattutto in vista delle vacanze, è presente sul sito dell'Asaps.
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