Un cicalino richiama la nostra attenzione sul quadro strumenti, dove una luce lampeggiante ci dice che dietro il prossimo angolo – quasi cieco, e per questo molto pericoloso – sta sopraggiungendo, potenzialmente in rotta di collisione, un veicolo. Fantascienza? Niente affatto. Per lo meno, non dal punto di vista tecnologico. Perché di auto che dialogano tra loro e con l'infrastruttura circostante, anche al fine di evitare incidenti, abbiamo già avuto modo di trovarne. Il problema è piuttosto politico: occorre mettere d'accordo istituzioni, gestori di infrastrutture stradali, costruttori e componentisti.
Ma l'auto con occhi e orecchie, capace di intendere e – in certa misura – di reagire con intelligenza autonoma alle situazioni di emergenza esiste già. E sfoggia soluzioni tecnologicamente evolute per ora limitate – questione di costo – ai prodotti di fascia alta, ma destinate in un futuro neppure troppo lontano a migrare verso i modelli meno costosi. Esattamente come è già avvenuto con altre soluzioni hi-tech come l'Abs, l'Esp, il regolatore di velocità (speed control) piuttosto che la telecamera di retromarcia.
Una migrazione che alcune tecnologie di ultima generazione hanno già iniziato. È il caso dei sistemi di assistenza al mantenimento di corsia, che segnalano con una vibrazione del volante o con un allarme sonoro il superamento involontario della linea bianca. Oppure dei fari che si orientano "accompagnando" l'andamento della curva, piuttosto che dei dispositivi – grande suggestione ma scarsa utilità nel panorama italiano – di parcheggio automatico che lasciano al guidatore l'unica incombenza di inserire la retromarcia al momento opportuno.
Ancora confinati alla fascia alta (o altissima) del mercato sono altri preziosi "produttori" di sicurezza. Come la telecamera che controlla l'angolo cieco del retrovisore e avverte il conducente se un veicolo sta sopraggiungendo. Senza parlare di dispositivi futuribili, ma già a disposizione di chi se li può permettere, che sembrano piovuti direttamente dal... cielo, cioè dalla tecnologia aeronautica. Sistemi come l'head-up display che, proiettando alla base del parabrezza alcune informazioni utili (la velocità istantanea piuttosto che l'autonomia o le indicazione del sistema di navigazione), consente al guidatore di tenere sotto controllo i parametri più importanti senza distogliere (pericolosamente) gli occhi dalla strada.
Intanto, il radar del cruise control adattativo tiene d'occhio il traffico davanti all'auto, mantenendo la distanza di sicurezza dal veicolo che precede e rallentando autonomamente qualora questo tenda ad avvicinarsi. Dalle applicazioni militari derivano anche i sistemi di visione notturna. Basati soprattutto su telecamere a raggi infrarossi, offrono risultati assai interessanti – anche se suscettibili di ulteriori miglioramenti – soprattutto in alcune applicazioni particolarmente recenti capaci di evidenziare, per esempio, la presenza di pedoni a bordo strada, che altrimenti rischierebbero di venire avvistati troppo tardi.
Altra tecnologia appena agli albori, e quindi ampiamente migliorabile, ma già protagonista delle prime applicazioni pratiche, e quella che mira a prevenire la distrazione e i temuti colpi di sonno, emettendo dei segnali d'allarme (acustici o visivi) non appena rileva un comportamento potenzialmente "sospetto" da parte di chi si trova al volante.
Sono allo studio sistemi basati su microtelecamere mirate sugli occhi del conducente, mentre la prima utilizzazione effettivamente disponibile è basata sull'esame costante di decine di parametri significativi riguardanti il comportamento del pilota (modalità di uso di cambio, acceleratore, sterzo, eccetera) e le sue variazioni: l'allarme scatta non appena vengono rilevati risultati anomali, che potrebbero risultare compatibili con un potenziale calo di attenzione.
Un altro componente fondamentale ai fini della sicurezza che, pur essendo vecchio (quasi) come l'automobile stessa, è in fase di radicale evoluzione sono i fari. Si diffonde l'impiego dei Led che, per esempio nel caso delle luci di stop, assicurano un tempo di reazione molto più rapido – utile in caso di frenata d'emergenza – e risultano molto più visibili.
E anche i proiettori diventano sempre più intelligenti: non solo ruotano per aiutarci a vedere dietro le curve, ma hanno anche imparato a disinserire automaticamente gli abbaglianti quando incrociamo un veicolo a ci avviciniamo troppo a un'auto che procede nella nostra stessa direzione.
G.Bo.
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