MOTORI24
5 luglio 2009

Centauri poco «visibili»

di Enrico Netti
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Pronti via, con casco ben allacciato e fari anabbaglianti sempre accesi. Sono queste le due regole base (e fissate dal Codice della strada) per i motociclisti. Sul fronte della sicurezza attiva però un positivo scossone verrà, probabilmente tra qualche anno, dalla Ue dove, sul tavolo della commissione che si occupa di trasporti e sicurezza, c'è l'ipotesi di rendere obbligatorio anche sulle moto l'Abs, il sistema antibloccaggio delle ruote.
I puristi della guida storcono il naso perché ritengono di riuscire a "sentire" la moto quando sta per bloccare la ruota anteriore e proprio "un istante prima" mollano il freno anteriore evitando così il bloccaggio, anche nelle pinzate estreme. Resta il fatto che un normale motociclista di fronte a una frenata in condizioni di scarsa aderenza o a un panic stop inchioda con la ragionevole certezza di perdere il controllo del mezzo. Se invece la moto dispone dell'impianto Abs si resta in sella perché le ruote non si bloccano. Questo sostanziale aiuto in più per i "normali" motociclisti ora viene venduto come optional, al prezzo di qualche centinaio di euro, su molti modelli, anche sugli scooter di piccola-media cilindrata.
In tema di sicurezza, nell'ultimo decennio sono stati fatti passi da gigante per quanto riguarda freni, gomme, prestazioni ma anche per la protezione dei motociclisti con paraschiena, guanti, abbigliamento omologati Ce. Il paraschiena andrebbe indossato sempre, anche in città, perché il suo scopo è proteggere la schiena dagli oggetti cui si potrebbe andare a impattare nel caso di una scivolata sull'asfalto. Il pellame e i tessuti di giacche e pantaloni hanno la stessa funzione: proteggere dall'abrasione e dal calore che si genera strisciando sull'asfalto dopo una caduta, riducendo il rischio di ustioni. Il nodo cruciale è però nella qualità di pellame e della fibra utilizzata: meglio affidarsi a produttori seri.
Note dolenti sulla visibilità. La maggioranza dei capi d'abbigliamento per motociclista è nero o di colore scuro con, al massimo, qualche inserto catarifrangente. Troppo poco: dopo il tramonto si viaggia a visibilità zero. L'unica soluzione è indossare sopra la giacca tecnica un giubbotto ad alta visibilità e aggiungere alla moto qualche banda catarifrangente.
Quanto al casco, a oltre 20 anni dall'introduzione dell'obbligo, in Italia c'è ancora chi segue la folle idea di risparmiare acquistando un modello jet (senza mentoliera) "no logo": se ne trovano da 25 euro magari in una bancarella per strada o su internet insieme agli illegali Dgm. Meglio scegliere prodotti di marchi noti che riportano i dati dell'omologazione europea e preferire quelli integrali perché proteggono il volto e la mascella. Attenzione al materiale utilizzato per la calotta: non perdono le loro caratteristiche e qualità quelle realizzate in fibra di vetro, Kevlar e carbonio. Invece quelli in policarbonato dopo circa 5 anni sono da sostituire perché il materiale della calotta perde le sue caratteristiche. Importante la scelta della misura: non deve essere largo ma calzare, quasi avvolgendo la testa, con un minimo gioco.
Periodicamente vanno controllate pressione delle gomme e regolazioni delle sospensioni per non pregiudicare la tenuta di strada. Il bauletto posteriore è comodo ma serve solo per portare oggetti leggeri perché caricando il retro la moto perde stabilità. Meglio usare una borsa da serbatoio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

enrico.netti@ilsole24ore.com

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