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Ecco come funziona l'auto ibrida

di Mario Cianflone
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L'auto ibrida, trae la sua denominazione dalla presenza in contemporanea di due motori: uno a combustione interna e uno elettrico. Il primo lavora alle alte velocità e il secondo opera in città (emissioni nulle, quindi) oppure va in soccorso di quello a scoppio durante le accelerazioni repentine. Le batterie sono ricaricate da generatori mossi dall'albero del motore a combustione interna. Lo schema meccanico è gestito da un computer.
L'antesignana di tutte le vetture ibride prodotte in serie e vendute, lanciata nella sua prima versione nel lontano 1997, è la Toyota Prius. È realizzata con un'architettura sofisticata, con un computer capace di gestire al meglio le sinergie tra i due tipi di propulsori combinando sia lo schema in serie sia quello in parallelo per assecondare le richieste di potenza. Il sistema, chiamato Ths II (Toyota hybrid system) il motore elettrico non è «ausiliario» ma concorre in modo essenziale alla motricità della vettura. Toyota Prius è dotata di un benzina da 1,5 litri per 57 Kw che lavora in sinergia con quello elettrico (50 KW di potenza), capace di erogare, con andamento piatto da 0 a 1200 giri, una coppia di addirittura 400 Nm, un valore enorme simile a quello di un turbodiesel common-rail da 2.000 cc.
Il sistema intelligente sceglie quale propulsore usare: elettrico, benzina o entrambi e con quale ripartizione di potenza e di coppia. A bassa velocità l'auto è spinta dal motore elettrico alimentato da batterie. Durante la guida normale opera quello a benzina mentre una parte della sua potenza è usata per azionare il generatore che a sua volta alimenta il propulsore elettrico e ricarica le batterie grazie a un innovativo circuito ad alta tensione. Se il guidatore richiede un'accelerazione brusca, i due motori lavorano in tandem con l'elettrico che va in soccorso di quello a combustione interna. ll pacco batterie è potente ma la massa è contenuta. Inoltre è presente un sistema per il recupero di energia in decelerazione. Il cambio non c'è: nei motori elettrici non serve e al suo posto i tecnici nipponici hanno messo un economico variatore elettrico.

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in collaborazione con MOTORNET.IT