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8 novembre 2010

Pneumatici invernali: perché non servono solo a chi abita in montagna

di Silvano Piacentini
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L'argomento pneumatici invernali è salito prepotentemente agli onori della cronaca per via di una recente delibera della Provincia di Milano che ne impone l'uso dal 15 novembre 2010 al 15 marzo 2011, in alternativa al portare con sé le catene a bordo, lungo tutti i circa 900 chilometri delle strade provinciali. Questo provvedimento, primo in Italia, la cui approvazione definitiva è peraltro ancora in forse, ha ovviamente suscitato parecchie reazioni negative da parte degli automobilisti anche per via di una scarsa informazione sull'argomento.

Cerchiamo quindi di fare un po' di chiarezza.
Innanzitutto non si parla di "gomme da neve" o "pneumatici chiodati". Queste infatti sono coperture speciali dotate di inserti metallici che sostituiscono di fatto le catene e che vengono usate solo nei Paesi nordici o comunque in quelle località dove la presenza di neve o ghiaccio sulle strade è costante per buona parte del periodo invernale.

Le gomme invernali, o termiche, sono invece pneumatici apparentemente in tutto e per tutto uguali a quelli "quattro stagioni" (si distinguono per il simbolo del fiocco di neve), caratterizzati però da un differente disegno del battistrada e, soprattutto, da una diversa mescola di gomma che consente di lavorare meglio alle basse temperature (soprattutto dai 7 gradi centigradi in giù) assicurando grip, stabilità e sicurezza ottimali in ogni condizione di tempo. Sì, perché se gli pneumatici termici danno il meglio di sé in caso di pioggia, neve o fango, anche sull'asciutto si comportano in modo ottimale permettendo una guida più sicura.

Superficiale quindi dire frasi come "io l'auto la uso poco", "la uso solo in città", "Tanto se nevica sto in casa" e via discorrendo.
Non va dimenticato, infatti, che i quattro pneumatici – anzi una piccola porzione di ciascuno di essi – sono l'unico punto di contatto tra automobili che sfiorano anche le due tonnellate di peso e un asfalto che di rado è ben tenuto.

Se è vero che ciascuno di noi cambia le scarpe a seconda delle condizioni climatiche, perché non dovrebbe essere la stessa cosa per l'automobile? Le auto moderne, tra l'altro, equipaggiate con i più sofisticati sistemi di controllo di stabilità e trazione, oltre che dell'ABS, possono indurre un eccessivo senso di sicurezza nel guidatore. Ma tutti questi dispositivi elettronici vanno posti nelle condizioni di funzionare al meglio, e uno pneumatico con scarsa aderenza, per esempio, costringe, in caso di brusca frenata, l'ABS ad allungare di parecchio lo spazio di arresto, anche del 20% e oltre.

Anche il fatto di possedere un SUV o comunque un 4x4 non dà assolute garanzie di miglior tenuta, considerate anche le grosse dimensioni delle coperture utilizzate da questo tipo di veicoli. Neppure il fatto di possedere un'auto nuova rappresenta un aiuto: anzi, è esattamente il contrario, perché le gomme montate come primo equipaggiamento dalle Case automobilistiche hanno mescola e disegno del battistrada studiati per ridurre al minimo l'attrito e, di conseguenza, i consumi, ma non sono per nulla adatti alla circolazione a basse temperature o in caso di clima inclemente.

Questione costi. Allo stato attuale delle cose, gli pneumatici invernali costano circa il 10-15% in più rispetto a quelli tradizionali. Va detto però che fino a poco tempo fa le Case produttrici ne costruivano un numero relativamente limitato di esemplari ogni anno, tant'è che già verso fine novembre era quasi impossibile trovarli. Con l'aumento del loro utilizzo da parte della clientela, è facilmente ipotizzabile che il loro costo andrà progressivamente decrescendo. Inoltre, è vero che l'investimento iniziale è considerevole, ma bisogna considerare che si monta un solo treno alla volta, quindi adottando la strategia di utilizzare per sei mesi le gomme estive e per sei mesi quelle invernali, i treni durano il doppio.

Le spese supplementari sono rappresentate da quel 10-15% di costo in più oltre che dalla manodopera del gommista necessaria per la sostituzione degli pneumatici. Si tratta a nostro avviso di una spesa più che ragionevole per avere tanta sicurezza in più. Certo, non tutti hanno a disposizione un garage o una cantina dove mettere a riposo le gomme non utilizzate; però, dato che il cambio va fatto solo due volte l'anno, ci si può sempre rivolgere a qualche amico per il "parcheggio" o direttamente al "gommista" che effettua sia il cambio (un occasione in più per far controllare le coperture) sia il rimessaggio.

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