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Toyota richiama altre 34 mila auto e paga maxi multa a Stati Uniti
20 aprile 2010

Toyota richiama altre 34 mila auto e paga maxi multa a Stati Uniti

di Corrado Canali
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In arrivo nuovi richiami per Toyota a livello mondiale. Si tratta in totale di 34 mila unità suddivise fra i modelli Land Cruiser 150 e Lexus GX 460, per i quali è previsto l'aggiornamento del software della centralina del controllo elettronico della stabilità (VSC) per migliorarne la prestazioni e garantire la soddisfazione dei clienti. Il costruttore giapponese, che ha già reso noto che pagherà la megamulta da 16,4 milioni di dollari inflittale dalle autorità Usa, precisa di non aver ricevuto comunicazioni su incidenti o reclami legati a quest'ultimo problema. Gli analisti indicano che l'attivazione insufficiente del controllo di stabilità per i veicoli richiamati è stata sollevata dalla rivista americana Consumer Report, le cui critiche hanno spinto Toyota a questa misura preventiva. Il costruttore precisa, inoltre, che in Italia i richiami coinvolgono all'incirca 200 unità di Land Cruiser 150 nella versione 5 porte commercializzate dall'ottobre 2009 a oggi con un tempo per l'intervento di circa 40 minuti e che nessun altro modello Toyota e Lexus circolante nel nostro Paese è coinvolto da questa azione, né tautomero le Toyota RAV4 né le Lexus RX". Il fatto che Toyota abbia tenuto nascosto per quattro mesi, da settembre del 2009 a gennaio di quest'anno un difetto all'acceleratore che ha causato il richiamo di circa nove milioni di vetture, di cui 2,3 milioni negli USA senza preoccuparsi della salute di milioni di cittadini e ancora l'aver taciuto anche su altri possibili malfunzionamenti come i problemi al tappetino sottostante all'acceleratore e al sistema frenante, sono le motivazioni che hanno portato le autorità statunitensi a comminare a Toyota una multa, la più alta della storia per una Casa automobilistica, di ben 16,4 milioni di dollari. Una sanzione che la Casa giapponese avrebbe deciso di pagare entro 30 giorni senza impugnarla davanti al tribunale federale. Il sostanzioso assegno è, di fatto, il risultato di un accordo sottoscritto col Governo Usa e che consentirà a Toyota di affermare di non aver nascosto scientemente i difetti delle proprie auto alla agenzia americana della sicurezza sui trasporti (NHTSA). Così da poter riparare almeno in parte al danno d'immagine subito. L'ammissione di colpevolezza non impedirà a Toyota di difendersi contro possibili cause civili e penali. Nel frattempo, la Lexus GX 460 non si produce e non si vende più in tutto il mondo. Uno stop che, fino ad ora, era stato limitato agli impianti statunitensi e canadesi.

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