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Partita dagli Usa la grana richiami si allarga anche in Europa. E il mito della qualità Toyota è messo in seria discussione. Anche ora che Toyota ha, finalmente, trovato il modo di rimediare al problema. Dopo un primo provvedimento reso noto nel novembre dell'anno scorso e che interessava ben 3.800.000 auto vendute negli Stati Uniti dovuto, si disse allora, alla possibilità che il pedale dell'acceleratore rimanesse incastrato sotto il tappetino, lato guida, un secondo richiamo è stato annunciato nei giorni scorsi per altre 2.300.000 vetture con l'obiettivo di accertare perchè il pedale del gas rischiava di bloccarsi in una determinata posizione o di fare fatica nel tornare in alto una volta tolta la pressione del piede. Il tappetino insomma, stavolta non c'entra più. Il rimedio consiste in una barra di acciaio capace, tra l'altro, far tornare correttamente il pedale alla sua posizione quando non premuto. Tra i modelli messi in standby figurano auto fondamentali per il mercato statunitense come la Corolla e la Camry richiamate insieme ad altre, compresa Rav4. Infine un terzo provvedimento che riguarda altre 1.100.000 unità. In seguito all'annunciata sospensione delle vendite, Toyota ha dichiarato che intende fermare anche la produzione dei veicoli in questione tra l'1 ed il 5 febbraio per prendere le giuste contromisure e affrontare al meglio il grave problema. Lo stop interessa cinque fabbriche negli Stati Uniti. E non è tutto qui: il richiamo, che pure non riguarda il marchio Lexus si sta allargando all'Europa. Negli Usa, Toyota ha messo in moto negli Usa una enorme task force, non solo per rimediare ai difetti dei pedali dell'acceleratore, ma anche per recuperare immagine e riportare al più presto sul mercato 150mila auto bloccate nei piazzali. Gli ha fatto eco anche il presidente del Gruppo Toyota Aiko Toyoda, nipote del fondatore Kiichiro «In questo momento stiamo cercando di stabilire le cause. Ci prepariamo a fornire quanto prima una risposta valida e tranquillizzare la clientela». E' storia di questi giorni anche l'avvio di una campagna di richiamo avviata da PSA (Peugeot-Citroen) e destinata a circa 100.000 fra Peugeot 107 e Citroen C1 che condividono il 92% di componenti con la Toyota Aygo oltre che prodotte insieme nella fabbrica ceca di Kolin.
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