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				FOTO: Più sicuri in moto con il casco elettronico
30 novembre 2009

Più sicuri in moto con il casco elettronico

di Pino Fondati
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Pensi all'autodromo di Monza e ti vengono in mente foto ingiallite di un passato glorioso e ricordi ancora freschi di un mondiale appena concluso. Eppure Monza non è solo pista e rombo di motori, ma è da sempre un luogo di aggregazione di persone e di idee. Dove si fa ricerca, il più delle volte esasperata, vista la materia del contendere. Soluzioni pret-à-porter che nascono in pista e si trasferiscono sulle strade normali. Al centro, naturalmente, la sicurezza. Alcuni esempi? A Monza fu installato nel 1955 il primo guardrail d'Europa, successivamente modificato nel profilo, su scala mondiale, a seguito delle indicazioni fornite dall'autodromo brianzolo. Ma non è tutto: qui si sono sviluppate tecnologie che hanno fatto il giro del mondo: l'asfalto drenante/autopulente, i sistemi ad assorbimento di energia, i transponder in radio frequenza per la gestione del timing.
Un laboratorio a cielo aperto, dunque, che qualche anno fa ha trovato una ufficializzazione nella creazione del Monza Research Institute (Mri), un centro di ricerca posto all'interno dell'autodromo, con l'obiettivo di "aggregare le idee", slogan tanto caro a Giorgio Beghella Bartoli, direttore tecnico dell'autodromo nonché cofondatore del Mri. In primo piano, costruire una collaborazione permanente con aziende di vari settori in grado di integrare competenze-prodotti-servizi intorno ai temi della sicurezza stradale, della sicurezza del lavoro, delle tecnologie per le energie alternative e sostenibili, e della infomobilità. Ultimo progetto del Mri in ordine di tempo, il casco elettronico per la sicurezza stradale, nato dalla collaborazione con Telematics Solutions e Motivegeeks Labs.

Il casco è un concentrato di tecnologia: sistema di rilevamento Gps, trasmissione Gprs, bluetooth e radiofrequenza, batteria al litio con un'autonomia di 12 ore (in futuro sono previste celle solari), accelerometro a 3 assi. Tutto questo permette di tracciare il percorso della moto, di notificare la posizione non solo alla centrale operativa, ma anche a numeri di cellulari e a siti web preimpostati. E la privacy? "Pienamente salvaguardata, la tecnologia non è invasiva, il fine è quello di salvare vite umane", risponde Beghella. Questo non toglie che il dispositivo possa essere utilizzato, per scelta dell'utente, a fini di controllo, per esempio da parte di genitori particolarmente ansiosi..Il casco si basa su servizi di sicurezza manuali e automatici. Le funzioni principali sono tre. La funzione di emergenza automatica permette, grazie all'accelerometro, la gestione della funzione"uomo a terra". In caso di anomalie dei parametri di riferimento, come inclinazione e urto, viene inviata una chiamata di emergenza verso la centrale operativa 24x24x365 (118, polizia stradale,..). A sua volta, la centrale attiva una chiamata all'utente per attivare le procedure di soccorso. In caso di mancata risposta da parte del motociclista, la procedura di soccorso sarà automatica. La funzione e.call permette, attraverso la semplice pressione di un tasto, di inoltrare una chiamata vocale alla centrale. L'operatore di centrale rileva la posizione Gps e fornisce all'utente i servizi richiesti. La funzione di panico viene anch'essa attivata premendo un pulsante. la presenza dell'accelerometro permette la
gestione, senza intervento dell'utente, della funzione"uomo a terra". In caso di superamento dei parametri di riferimento (inclinazione – urto) viene inviata una chiamata di emergenza verso la centrale attivando, per procedura, una chiamata da parte della stessa all'utente per attivare le procedure di soccorso. La procedura di soccorso sarà automatica in caso di non risposta da parte dell'utente. In questo modo, viene inviata una segnalazione di pericolo alla centrale. Infine, la funzione panico. Si preme il tasto e si invia un segnale di pericolo. L'utente sa che è attiva dal messaggio sonoro, alla centrale arriva la segnalazione correlata all'ultima posizione Gps rilevata. Immediatamente, si attiva la centrale manda una chiamata all'utente per attivare le procedure di emergenza e, a discrezione dell'utente, invia un sms al numero personale di emergenza (per esempio, i familiari). Il casco è pronto per la produzione e la commercializzazione, l'impressione è che non mancheranno certo le aziende interessate.

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