MOTORI24
28 settembre 2010

Se la compatta è un suv

Il segmento «B» è in trasformazione e si moltiplicano le proposte di piccoli crossover
di Massimo Mambretti

				FOTO: Se la compatta è un suv
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C'è un gran fermento nel settore delle vetture compatte, in quelle che una volta erano le utilitarie e ora sono auto più ricche e complete che appartengono al segmento b, quello nel quale, almeno in Italia, è concentrato quasi il 60% delle vendite di automobili.
Questa volta non si deve tanto all'arrivo di nuove proposte di station wagon, coupé-cabrio e monovolume, che dal canto loro hanno già ampliato il raggio d'azione di questo contesto, quanto all'arrivo di modelli che ricalcano quelli sinora presenti solo in fasce di mercato superiori.
Una prima avvisaglia di questa metamorfosi l'avevano già data nella primavera scorsa sia la Nissan Juke sia la Mini Countryman. Crossover, che tra l'altro arrivano ai nastri di partenza in questo periodo, proponendosi nel settore in maniera trasversale non solo formalmente ma anche sostanzialmente. Infatti, si presentano con gamme in cui compaiono anche prestazionali versioni a 4 ruote motrici, spinte da raffinati motori turbo a iniezione diretta di benzina che si pongono accanto a unità con caratteristiche assai più consone al settore in cui s'inseriscono.
In queste settimane, come confermerà anche quanto si vedrà all'ormai imminente salone di Parigi, la situazione evolverà ulteriormente grazie a proposte che arrivano sia dal l'Europa sia dall'Asia con l'evidente intento di rivitalizzare il settore delle auto compatte, a lungo legato a schemi consolidati sia stilisticamente sia a livello di tipi di propulsione. Insomma, per fare un esempio, il sostegno alle vendite che in altri contesti hanno dato crossover, ibride e suv ha spinto tanti costruttori – e si può essere certi che siamo ancora nella fase iniziale della diversificazione delle proposte – di arrivare a offrire queste tipologie di vetture in scala ridotta rispetto a quanto hanno fatto sinora.
Un compito che, naturalmente, non prescinde da quello di mantenere sempre appetibili con continui aggiornamenti, evoluzioni della specie e arricchimenti dei contenuti i modelli tradizionali che, comunque, continueranno a raccogliere grossi consensi.
Come del resto confermano sia la nuova generazione della Suzuki Swift, che anche se non si nota al primo colpo d'occhio e inedita da cima a fondo, piuttosto che l'aggiornamento delle famiglia della Chevrolet Aveo e della Mazda2 piuttosto che di quella della Mini.
La Toyota, invece, allarga i ranghi della sua offerta di vetture compatte con la Verso S, erede dell'omonima Yaris di qualche tempo fa, e intanto con la concept Ft-Ch, mossa dal sistema di propulsione ibrido della Prius e dell'Auris, in un sol colpo ribadisce la fedeltà a questo sistema propulsivo e anticipa come potrebbe presentarsi la prossima generazione del "piccolo genio".
Con questa show-car affiora uno dei modi in cui s'evolverà il settore delle compatte, ribadito anche da un altro marchio giapponese: ovvero, la Honda. Infatti, questo Marchio arriva a Parigi con la Jazz Hybrid. Rappresenta sia la quarta proposta spinta da un sistema formato da un'unità termica (a benzina di 1,3 litri) e da un'elettrica dopo la Civic, l'Insight e la coupé CR-Z sia la prima vettura ibrida lunga meno di 4 metri a essere posta in vendita. In Italia a partire dalla fine di quest'anno.
Rappresenta un ulteriore esempio di evoluzione della specie anche la Mercedes classe A E-Cell la prima vettura elettrica della casa di Stoccarda. La produzione è iniziata in questo periodo, in tiratura limitata e non destinata all'Italia, e prelude al futuro avvento, nemmeno tanto lontano, di altre compatte che riceveranno una bella scossa per muoversi a Emissioni Zero.
Come del resto farà già il prossimo anno la Renault Zoé.
Un altro esempio di come si evolverà questo comparto proviene dalla Hyundai ix20, se vogliamo gemella-diversa della Kia Venga.
È una compatta monovolume che ammicca al mondo dei crossover grazie ai lineamenti d'intonazione sportiveggiante, che costituiscono la seconda espressione della corrente di design «Fluid Sculpture» – che ovviamente significa Scultura Fluida – messo in campo dalla marca coreana per accaparrarsi le simpatie degli automobilisti europei. Nella stessa direzione: si stanno muovendo anche altri costruttori, per esempio la Ford.
Quest'ultima sta sviluppando una crossover d'aspetto giovanile e disinvolto, estrapolata proprio dal best seller dell'ovale blu nel segmento B: la Fiesta. Sarà una vettura a metà strada, vero crossover nel senso letterale del termine, tra una monovolume e una sport utility che si rivolgerà soprattutto al pubblico più giovane.

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