MOTORI24
1 marzo 2011

Alfa Romeo 4C, ecco com'è fatta la piccola coupé

di Massimo Mambretti
Alfa Romeo 4C, ecco come è la piccola coupé
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Annunciata da rumors sempre più insistenti, ha sfilato in anteprima assoluta al salone di Ginevra la futura coupé dell'Alfa Romeo. Si chiama 4C e, per ora, affianca a questa sigla la definizione di concept. Ma non manterrà questo status a lungo perché dovrebbe entrare in produzione verso la fine del prossimo anno, probabilmente nello stabilimento torinese di Mirafiori, quasi in contemporanea con la Giulia – che sostituirà la 159 – e il primo Suv di casa Alfa Romeo, estrapolato dalla Jeep che sostituirà l'accoppiata Compass/Patriot.

Disegnata dal Centro stile Alfa Romeo, la 4C ha un aspetto assai grintoso e accattivante e una personalità che, filosoficamente, si ricollega a quella della mitica 33 Stradale del 1967, realizzata soltanto in 18 esemplari, che venne estrapolata dalla vettura che difendeva i colori della casa del Portello nel Campionato Mondiale Marche. E', infatti, una 2 posti secchi, con motore e trazione posteriore che punta sulla potenza e sull'eccezionale leggerezza per esprimere la sua vivacità e appagare gli amanti della guida sportiva.

E', infatti, spinta dal motore di 1,8 litri (turbo e a iniezione diretta di benzina) della Giulietta Quadrifoglio Verde con una potenza al momento indicata in oltre 200 Cv e grazie all'eccezionale peso-forma di appena 850 kg (ripartito per il 40% sull'avantreno e per il 60% sul retrotreno) mette in campo un rapporto peso-potenza inferiore a 4 kg/Cv. Dotata di cambio a doppia frizione Alfa TCT a 6 marce e di selettore DNA - consente di modificare la risposta di acceleratore, sterzo e sistemi di gestione del dinamismo secondo la logica piú idonea al percorso e allo stile di guida - la 4C supera i 250 all'ora e raggiunge i 100 orari partendo da fermo in meno di 5 sec.

La struttura della 4C trae origine da quella della X-Bow, l'estrema roadster 2 posti della Ktm sviluppata dalla Dallara, factory italiana specializzata nella produzione di auto da gara.

Lo chassis prevede una vasca in carbonio all'interno della quale ė ricavato l'abitacolo, mentre la struttura posteriore del telaio e le cosiddette crash-box sono estesamente realizzate in alluminio. Le sospensioni anteriori sono a quadrilatero alto, mentre le posteriori seguono uno schema McPherson.

Secondo Automotive News Europe il piano produttivo della 4C prevede la realizzazione di circa 20mila unità all'anno, mentre è ipotizzato un prezzo di vendita di circa 45mila euro e non è esclusa la realizzazione di una variante spyder, che però sarebbe realizzata dall'Abarth – l'atellier sportivo del gruppo Fiat – in una tiratura che potrebbe toccare le 10mila unità.

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in collaborazione con MOTORNET.IT