Il Salone di Ginevra, da sempre palcoscenico naturale per le vetture di più alto livello, ogni anno affascina, fa stupire e magari discutere, cosa ancora più evidente in questa ottantesima edizione. Non mancano i prototipi folli e le provocazioni (le improbabili Rinspeed?), ma qui molto spesso vengono presentate per la prima volta automobili destinate a diventare leggendarie, un nome per tutte: la Miura, che la Lamborghini presentò ufficialmente proprio in questo Salone nel lontano 1966. La Casa di Sant'Agata Bolognese mostra una nuova Gallardo Superleggera, ma sarebbe stato meglio vedere evolvere il progetto della quattro porte Estoque (chissà che fine farà).
Più esuberante la presenza dell'Alfa Romeo, che festeggia i suoi 100 anni di storia, oltre che con la Giulietta, con due prototipi realizzati da Pininfarina e da Bertone (quest'ultimo su base della 8C Competizione).
La Ferrari espone il prototipo di una versione ibrida della sua meravigliosa 599. È un'idea che fa un po' effetto, quella di un'auto per metà elettrica inserita nella gamma di una Casa tanto gloriosa e che ha nelle superprestazioni, non nell'economia d'esercizio, la sua sempiterna bandiera. Ma varie istanze, fra le quali la necessità di risolvere inevitabili problemi legislativi inerenti ai consumi ed emissioni, rendono queste ipotesi sempre più vicine. Il sistema è riconducibile al Kers della F.1 e prevede due motori elettrici per le ruote anteriori. Speriamo che ci si fermi qui e che a nessuno, in Ferrari, venga in mente di montare sulla 599 un motore a gasolio.
Parlando di lusso a gasolio, la Audi è forse la casa più entusiastica, da sempre, nell'utilizzo di diesel di pregio per le sue auto di più alto livello. La sua nuova A8, imponente nelle dimensioni (è lunga oltre 5,17 metri!) ma slanciata nella linea, sfoggia fra gli altri un magnifico V8 4,2 litri Tdi da 350 cavalli, in alternativa c'è anche il V8 benzina e non manca la versione ibrida. Mentre la grande rivale Bmw ha un restyling della classica X5 e vede salire in maniera confortante le vendite della sua nuova bella Serie 5, libera dagli orpelli cui era stata condannata da Chris Bangle e sempre grandissima automobile. Aspettando, con ansia, la M5.
La Jaguar porta una bella edizione superveloce della sua XKR, versione sovralimentata della classica coupé che tocca i 290 km/h. La Bentley Continental Supersports Convertible, altra novità inglese di Ginevra, sarà ancora più veloce, ma a cosa serve una cabriolet quattro posti da 300 chilometri all'ora, se la linea della capote continua a essere di una banalità sconcertante?
Lo stand dove probabilmente si concentrerà il maggior numero di novità, in assoluto, a Ginevra, sarà quello della Porsche. Finito un lungo annus horribilis, la casa tedesca ora può sfoggiare orgogliosamente i frutti della sua perenne supremazia tecnica, estesa su una gamma di modelli sempre più ampia e variegata. La Panamera ha superato di slancio le 10mila unità prodotte e sta raccogliendo consensi e soprattutto ordini in tutto il mondo; e a Ginevra c'è soprattutto la nuova Cayenne (assieme alla cugina Vw Touareg), aggiornamento molto atteso di un modello che è stato fondamentale per l'espansione della casa tedesca dal 2002 in poi. Della nuova Cayenne si dicono meraviglie; più bella e più agile anche nel fuoristrada del modello precedente (che era comunque, lo ricordiamo, un'auto di grandissime qualità dinamiche su ogni terreno), la nuova Suv Porsche è stata alleggerita di circa due quintali e la gamma sarà sviluppata come di consueto su tre modelli fondamentali che partono dal sei cilindri da 296 cavalli, passano all'otto cilindri di 4,8 litri da 394 cavalli per arrivare al top, cioè al modello turbo da 493 cavalli.
Parlando ancora di tecnologie di propulsione ibrida, la Porsche si segnala per presentare un modello da corsa di altissimo profilo con questo sistema: la 911GT3 R Hybrid, che è stata studiata (ovviamente) per le massime prestazioni e il cui punto saliente è la presenza di due motori elettrici da 60 kW ciascuno per le ruote anteriori, alimentati anche in questo caso non da una batteria ma da un sistema analogo al Kers, mentre le ruote posteriori sono azionate dal classico boxer in versione da 480 cavalli.
Accanto a questa chicca tecnologica verrà presentata una delle stelle più brillanti (e veloci) del Salone di Ginevra: la 911 Turbo S. Poche, finora, le serie della 911 su cui la Turbo è stata dotata di questa prestigiosa appendice; destinata a tutti coloro che ritengono che il massimo non sia ancora abbastanza, la S è una versione potenziata e migliorata dell'attuale Turbo, con motore da 530 cavalli con coppia massima di ben 700 Nm, trazione integrale e il cambio a sette marce con doppia frizione Pdk. I prezzi? 175.632 euro per la Turbo S coupé, 187.032 euro per la Cabriolet.
Roba della quale sono fatti i sogni? Certamente, ma il Salone di Ginevra, da sempre, è grande proprio per i sogni a occhi aperti che ci permette di fare all'interno dei suoi meravigliosi padiglioni.