MOTORI24
3 marzo 2010

Nella nuova Giulietta il segreto della Jeep

È la prima auto del gruppo Fiat basata sull'architettura Compact con cui saranno costruite altre medie e, con buona probabilità, anche i futuri fuoristrada. Largo uso di alluminio per ridurre masse e consumi
di Mario Cianflone
Salone di Ginevra: la nuova Giulietta Alfa Romeo (Reuters)
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Giulietta è la prima auto del gruppo Fiat basata sull'inedita architettura «Compact» con cui saranno costruite altre medie. E non solo: visto che la piattaforma è predisposta per la trazione integrale non è da escludere che su questa base nasceranno anche le future Jeep compatte. Il pianale è tutto nuovo. Il punto di forza, dal punto di vista industriale, è la modularità: è possibile variare il passo e persino la carreggiata per realizzare modelli molto diversi per stile e destinazione. Del resto, Fiat conta di produrre almeno un milione di vetture per ognuna delle quattro piattaforme e la nuova Compact è stata sviluppata per ridurre costi e potenziare le sinergie.

Ma torniamo alla Giulietta: è stato fatto largo uso di materiale speciale: acciai alto resistenti e alluminio, per ridurre le masse e quindi i consumi. La struttura portante della plancia è in magnesio. Mentre sulle sospensioni si è lavorato per garantire feeling di guida e handling adeguati alle aspettative sportive dei clienti nonché limitare al massimo rumorosità e vibrazioni per confrontarsi con i campioni di categoria. All'anteriore è stato scelto un classico McPherson ma con elementi in alluminio per ridurre il peso. Al posteriore spunta un raffinato multilink, mentre lo sterzo è elettroassistito con il motore calettato direttamente sulla cremagliera: un accorgimento teso a migliorare il piacere e la precisione di guida.

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