MOTORI24
2 MARZO 2010

Auto, l'evoluzione della specie nell'era del downsizing

di Mario Cianflone

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Dalla Ford T alla Nissan Leaf. Dalla rivoluzione tecnologica, industriale, sociale ed economica della prima vettura costruita in serie, all'auto elettrica che muove ora i primi passi concreti, ma sempre in bilico tra fughe in avanti e proclami di marketing. Ecco l'evoluzione della specie perché è sotto gli occhi di tutti che l'automobile, dopo il tumultuoso annus horribilis 2009 che ha trasformato la geografia industriale delle quattro ruote, deve cambiare. Una volta ancora. E diventare verde, o meglio più pulita di quanto non lo sia oggi, più abbordabile, meglio costruita, con maggiore qualità e più sicura. In una parola: più vicina alle esigenze reali della gente.
L'industria dell'auto dunque ha di fronte a sé una sfida considerevole e se da una parte le emissioni inquinanti sono state ridotte negli ultimi 20 anni del 95% in virtù di modifiche radicali alle tecnologie motoristiche, adesso occorre compiere un ulteriore salto in avanti. E non si tratta soltanto di puntare verso le emissioni zero (in loco) delle auto elettriche del futuro prossimo e di quello lontano, bensì lavorare fin da ora per migliorare l'efficienza dei veicoli a combustione interna. E qui le strade maestre sono due: il downsizing dei motori e una cura dimagrante delle carrozzerie.
Il concetto di downsizing presuppone l'utilizzo di motori di modesta cilindrata, tipicamente turbocompressi e con iniezione diretta di benzina. Sono propulsori che non fanno più leva su un'inutile esibizione muscolare di cilindri e cilindrata con cavalli a gogò bensì su tecnologie digitali di gestione e soluzioni tecniche innovative per consumare meno, emettere meno CO2 ma senza pregiudizio per le prestazioni.
Insomma, agli antipodi del concetto, tutto americano a dire il vero, del "non c'è nulla di meglio dei centimetri cubi". Illustri gli esempi come il 1.400 Tfi Volkswagen capace di erogare fino a 150 cavalli o il 1.600 da addirittura 180 Cv con una coppia 266 nm, da diesel common rail, che gira vigoroso sotto il cofano di quell'incrociatore da autostrada che è la Opel Insignia. Ma l'estremizzazione del concetto di downsizing andrà in scena al Salone dell'auto di Ginevra, che giovedì apre i battenti al pubblico. Debutterà, infatti, il primo esponente della famiglia di propulsori bicilindrici Fiat Twin-Air di Fiat power train technology la cui tecnologia permette, con soli 900 centimetri cubi, di erogare, in questa versione turbo, ben 85 cavalli (ma ne arriveranno varianti da 65 e da 105 cavalli) con emissioni, e dunque consumi, fino al 30% inferiori rispetto a un'unità di pari prestazioni.
Al cuore c'è l'ormai noto sistema MultiAir, ma la progettazione ha visto un lavoro di riduzione degli attriti interni e di ottimizzazione fluidodinamica. E con due cilindri, un ritorno al passato in chiave hi-tech, si risparmiano peso e ingombri. Già, il peso: ecco il secondo fronte. Le automobili sono, a dire il vero, incomparabilmente più sicure, rispetto al passato anche recente, dal punto di vista passivo grazie a strutture più ampie, pesanti e robuste, ma devono dimagrire per essere meno voraci di energia perché per muovere grossi carri ci vogliono tanti cavalli. E qui c'è tanto, tantissimo lavoro da fare per mettere a dieta ferrea non solo Suv ma anche berline medie e utilitarie.
Su questo filone qualcosa di veramente concreto si sta iniziando a vedere. La nuova Volkswagen Tuareg, sport utility di dimensioni maxi, è dimagrita di oltre 200 kg e per essere più pulita si è fatta anche ibrida. E per snellire le macchine senza andare a compromessi con la sicurezza e l'abitabilità bisogna schierare materiali speciali, e ora si fa sempre più largo uso di acciai alto resistenziali abbinati a un sapiente impiego di leghe leggere e, soprattutto, metodologie di progettazione computerizzata che permettono di costruire auto sicure senza trasformarle in panzer.
Certo, va detto che magari questi sforzi per rendere le quattro ruote più leggere e dunque pulite vengono vanificati da mode guidate dagli uffici marketing come per esempio il vezzo di montare pneumatici di dimensioni inusitate su un'utilitaria e su una media o solo per fare scena. E a proposito del primato dell'apparenza sulla sostanza l'evoluzione della specie auto passa dalla qualità. Quella vera però, non quella percepita così tanto decantata ma che poi tradotta in soldoni vuol dire bell'aspetto e sotto niente, oppure look gradevole e spese di riparazioni insostenibili.
mario.cianflone@ilsole24ore.com

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