Nell'ampia scelta che offre il mercato moto, le naked di grossa cilindrata sono un classico che fonde semplicità (motore, telaio, ruote e poco più), sportività ed eleganza, un mix perfetto che per molti rappresenta l'essenza stessa della moto. Nel listino Honda, la CB1300S ABS (disponibile solo bianca, a 11.790 euro f.c.) è la naked di maggior cilindrata: è l'evoluzione della CB1300, non più in produzione, che ha guadagnato un cupolino che consente un utilizzo a più ampio spettro, turismo compreso. Questa è una moto possente: 271 kg in ordine di marcia, 2,2 metri di lunghezza con un interasse di 1.510 mm sono numeri apparentemente non facile da gestire per tutti. MOTORE BODYBUILDER. Eppure il cuore di questa CB compie il miracolo. E lo fa con la coppia del quattro cilindri in linea di 1.284 cc, quasi da rimorchiatore: 116 Nm a 6mila giri (la potenza è di 113 cv). Grazie a questa pioggia di Nm, basta gestire il gas per portare a spasso la CB senza troppa fatica; si potrebbe eliminare la prima della cinque marce, tanto è facile partire in seconda (o in terza). Nel traffico, poi, lo sterzo si gestisce senza troppa fatica, aiutati dalla robusta forcella telescopica da 43 mm con regolazione della compressione e del ritorno; lo sterzo, complice il peso, tende un po' a chiudersi ma è un problema veniale. Sono, infatti, solo 790 i mm che separano la sella dall'asfalto: alla fine, questa Honda non è molto più difficile da gestire da fermo e nel traffico di uno scooterone over 400 cc. CICLISTICA D.O.C. Oltre alla forcella regolabile, la ciclistica vanta altre chicche, come il telaio in acciaio a doppia trave perimetrale, leggero e rigido quanto basta per rendere sempre sincere le reazioni della CB1300S. Oppure i due ammortizzatori Showa regolabili nel precarico (5 posizioni) o il bel forcellone trafilato in alluminio. Così la CB preserva polsi e schiena dall'attacco poco "urbano" di acciottolati, rotaie del tram e dossi rallentatori. Praticamente indispensabile con il freddo e l'asfalto di questi giorni l'Abs combinato (di serie) che garantisce la frenata integrale azionando il solo freno posteriore: in questo modo, anche nelle frenate improvvise, la moto conserva sempre un rassicurante assetto neutro, senza affondare troppo sul davanti o perdere il posteriore. Più in particolare, il freno anteriore è a doppio disco da 310 mm, con pinza a tre pistoncini, mentre il posteriore è da 256 mm a singolo pistoncino. Sono potenti e ben modulabili e garantiscono decelerazioni più che dignitose. ATTENTA ALL'UOMO. Dicevo che la CB1300S ha un fascino d'altri tempi, destinato a non passare di moda. È una moto destinata a un utilizzo quotidiano e frequente: lo testimoniano alcune piccole "attenzioni" rivolte a pilota e passeggero. Per esempio, entrambe le leve – freno e frizione – sono regolabili nella distanza dalla manopola, per adattarsi a mani di ogni taglia. Il cupolino ripara onestamente busto e spalle (testa e braccia restano però fuori), e ospita due piccoli vani (uno con serratura) dove riporre il cellulare, il portafogli o il ticket dell'autostrada. E sotto la sella (che si sgancia girando la serratura del gancio porta casco sul lato sinistro), un vano può accogliere una leggera tuta antipioggia. Il passeggero, poi, ha due pedane degne di questo nome (rivestite in gomma), e due maniglie cui aggrapparsi. Per entrambi la sella è ampia e comoda, anche dopo ore di viaggio. Che, con i 21 litri del serbatoio, possono divenire numerose: si possono percorrere 275 km prima di entrare in riserva (una media di circa 15 km/l). SPAZI APERTI. Rispetto alla naked da cui deriva, la versione con la "S" non teme dunque gli spazi aperti: tangenziali e autostrade si percorrono agevolmente, con un occhio alla strumentazione – due orologi e un completo display (comprende anche un computer di bordo multifunzione che calcola i parametri di viaggio e la temperatura esterna) – visto che la facilità con cui si guadagnano i km/h può trasformare la CB in una terribile mangia-punti. Non importa se la marcia inserita è la quinta e il motore ronfa a 1000 giri: basta aprire il gas e si viene spinti, senza strappi ma con una forza costante, in avanti. GUIDA FLUIDA. Quando il rettilineo finisce e iniziano le curve, la coppia notevole si apprezza ancor di più: con la terza o la quarta inserita si affronta il misto dimenticandosi del cambio. La CB apprezza la guida fluida, rotonda, senza alcun nessun effetto on-off dal motore a infastidire nelle curve più strette. Gianluigi Guiotto