Il badge è quello, americanissimo, della Chevrolet, anche se la Spark rappresenta l'anima "coreana" del brand Usa, poiché raccoglie l'eredità della Matiz mettendoci del suo – un progetto più moderno e uno stile più aggressivo – per replicare (impresa non facile) il successo della city car ex Daewoo. La vedremo sulle nostre strade da gennaio, ma la prevendita è già in corso. Due i motori, entrambi disponibili anche in versione bi-fuel Gpl. La Spark si basa sulla piattaforma globale Gm denominata M Car e sviluppata in Corea, dove la new entry sarà prodotta in 200mila unità all'anno. Ne è già previsto l'assemblaggio a Taiwan e in India, dove avrà un diesel che non sbarcherà in Europa. Della Matiz mantiene i cinque posti e le cinque porte, quelle posteriori con maniglie a scomparsa che ne enfatizzano il look sportivo, sottolineato anche dal frontale basso, dai bordi rialzati del cofano anteriore corto, dalla finestratura a cuneo, dai passaruota scolpiti. Cresciuto, anche se di poco, il bagagliaio, i cui 170 litri diventano 578 abbattendo lo schienale dei sedili posteriori. Il portellone in alcune versioni può essere aperto solo con la chiave, mentre gli allestimenti più completi ne prevedono lo sblocco dall'interno. Ampio l'abitacolo, al quale si accede comodamente, trovando adeguato spazio per le gambe, ma soprattutto per la testa. Accattivante la plancia illuminata in azzurro con la piccola strumentazione ispirata alle moto. La visibilità, già buona, può essere supportata con i sensori di parcheggio. Di qualità i materiali, dall'aspetto gradevole e montati senza sbavature. Nuovi anche i motori 4 cilindri, entrambi omologati Euro 5. Il mille è silenzioso, privo di vibrazioni e, tenendo conto della cilindrata, sfoggia morbidezza e prontezza apprezzabili. Leggera e corta la frizione, ben manovrabile e rapportato il cambio: la Spark si guida bene nel traffico, grazie anche al servosterzo idraulico e al ridotto raggio di sterzata, ma se la cava bene anche a velocità "da tangenziale". Più performante, nonostante il rapporto al ponte più lungo, la 1.2 che offre una qualità di marcia da vettura più polivalente. La gamma si articola nei quattro allestimenti base, Plus, Ls ed Lt, per un totale di dieci versioni comprese le bi-fuel il cui impianto a Gpl è realizzato in Italia dalla Brc di Cherasco. La differenza tra le motorizzazioni 1.0 e 1.2 è di 400 euro, mentre i 2mila euro aggiuntivi per il Gpl sono pari all'incentivo concesso alle vetture con emissioni di CO2 inferiori ai 120 g/km. Successivamente al lancio sarà disponibile per entrambi i motori una trasmissione automatica.