MOTORI24
5 maggio 2014

Incentivi auto al via: ecco cosa scegliere

Domani partono gli incentivi fino a 5 mila euro per acquistare veicoli a basse emissioni
di Mario Cianflone

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Al via domani una nuova tornata di incentivi per l'auto ecologica, anzi per tutti i veicoli (moto e ciclomotori compresi) a "basse emissioni complessive" che, per i privati rientrano in due fasce: fino a 50 grammi di anidride carbonica emessi ogni chilometro che beneficiano di un bonus di 5mila euro (equamente ripartito tra contributo governativo e concessionario) e vetture che non emettono più di 95 g/km di CO2 e vengono premiate con uno sconto di 4mila euro. I soldi stanziati dal Ministero dello sviluppo economico non sono molti: 31,3 milioni ai quali vanno sommati 32,1 milioni di fondi inutilizzati lo scorso anno per un totale di 63,2 milioni, ma va detto che metà di questi non sono destinati ai veicoli dei privati ma a quelli delle imprese. Non tratta di vetture "benefit" per flotte aziendali, ma di veicoli - con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km - destinati all'uso di terzi (car sharing, per esempio) o utilizzati "nell'esercizio di impresa", dietro obbligatoria rottamazione di un corrispondente veicolo con dieci anni di vita. Eventualità questa piuttosto remota . Per i privati non è prevista rottamazione.

Ok, ci sono gli incentivi. Quale «eco» auto compro? La gamma di scelta è abbastanza ristretta poiché la manovra premia solo i veicoli a basse emissioni complessive, un'invenzione tecno-burocratica che indica vetture (con emissioni in C02 inferiori a 120 g/km) elettriche (che hanno emissioni locali pari a zero), ibride (con motori elettrici abbinati a propulsori a combustione interna) oppure che utilizzano biocombustibili, metano, biometano, GPL e persino idrogeno (ma non ci sono né vetture né rete di distribuzione per questo gas). Sono escluse, in virtù di una sedicente vocazione green della manovra (ma forse anche per non esaurire i fondi in un batter d'occhio) pulitissime diesel e benzina con emissioni sotto la soglia dei 95 grammi di CO2 per km, un limite che di fatto esclude dagli incentivi per i privati le super ecologiche vetture alimentate a GPL. A parte rari esempio come la Ford Fiesta 1.4 Benzina/Gpl che emette 92 g/km di CO2. Infatti, la quasi totalità dei modelli a Gpl sul mercato esibiscono emissioni superiori, ma rientrano in molti casi nei limiti dei 120 grammi stabiliti per gli acquisiti aziendali.

Se si avesse voglia di auto elettrica, con tutti i limiti che questa comporta ( autonomia limitata, costi, tempi lunghi per fare il pieno di energia) la scelta potrebbe cadere su una media Nissan Leaf a 20mila euro o su una Zoe firmata Renault, citycar delle dimensioni di una Clio che con incentivi si porta via a poco meno di 17mila euro. Se si circola solo in città è una bella idea e si schivano le Ztl e quelle gabelle che vanno sotto il nome di congestion charge. Interessante la Bmw i3, elettrica cittadina di livello premium, con telaio in fibra di carbonio che può montare un optional interessante: un motore a scoppio che ricarica in moto la batteria.

Ma se si vuole esagerare allora si può pensare alla Tesla Model S, la full electric più cool del momento: un'ammiraglia sportiva a stelle strisce il cui listino parte però da 66.640 euro .
Interessanti invece sono gli sconti di 4.000 euro per la Panda a metano (0.9 Twin Air Natural Power) o l'equivalente Lancia Ypsilon con il bicilindrico a metano in edizione da 80 cavalli e, per salire di categoria, la nuova Audi A3 g-tron. In cima alla wish list e ci sono le ibride e qui Toyota domina con Prius, Auris e anche con la compatta Yaris Hybrid che, ammesso e non concesso di riuscire ad accedere al bonus in tempo, diventa (a 13.650 euro), più conveniente. Da ricordare infine che le vetture contemplate negli ecoincentivi godono in molte regioni di sconti (o di esenzioni totali) sulla tassa di possesso.

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