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3 gennaio 2012

Benzina, autostrade, assicurazioni. Il 2012 è l'annus horribilis degli automobilisti

di Maurizio Caprino
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Era iniziato sommessamente nella primavera 2011, con tre inasprimenti delle accise nel giro di settimane. In questi giorni il caro-benzina è deflagrato: si registrano aumenti anche stamattina e, secondo la rilevazione di Quotidiano Energia, si sta sfiorando il record di 1,8 euro al litro. Contemporaneamente, l'Isvap rende noto che sono in circolazione polizze fasulle di altre tre compagnie (Munich Re, Great Lakes Munich Re Group ed Ethias), dopo la ventina abbondante (un altro record) segnalata l'anno scorso.

Tutti segni inequivocabili di un incipiente annus horribilis per automobilisti (soprattutto) e motociclisti: ai costi di esercizio già alti che l'anno scorso secondo il rapporto Aci-Censis reso noto a metà dicembre avevano consolidato la tendenza a ridurre l'uso dell'auto (lo ha fatto il 20,6% dei patentati, contro appena un 8,3% che dichiara di averlo aumentato, spesso per necessità), si è aggiunta una serie di aumenti fiscali e tariffari che potrebbe ridurre ulteriormente la circolazione e mandare in crisi ancora più profonda il mercato dell'auto.

Il costo delle polizze è l'onere più elevato in assoluto, tanto da indurre le persone a non stipulare nemmeno l'assicurazione obbligatoria Rc auto: si stima che due-tre milioni di veicoli circolino scoperti. E questo fenomeno è alla base – assieme alla tendenza a risarcire i piccoli danni direttamente alla controparte, per non peggiorare la classe bonus malus - della diminuzione dei sinistri denunciati alle assicurazioni per il 2010 (la frequenza è scesa al 7,37% contro il 7,77% del 2009).

Ciò si riflette oggi in una diminuzione del numero di automobilisti che – secondo le stime del portale assicurativo Facile.it – nel 2012 stanno rinnovando le polizze con un peggioramento di classe di merito, dovuto all'aver avuto la responsabilità superiore al 50% in un incidente: dovrebbero essere 1,4 milioni anziché 2. E tra gli addetti ai lavori delle città meridionali più soggette alle frodi assicurative questa tendenza è segnalata in accentuazione.

Ma in questi mesi, secondo il rapporto Aci-Censis, gli italiani ritengono spropositato soprattutto il prezzo dei prodotti petroliferi. Gli aumenti che si sono aggiunti in questi giorni sono dovuti essenzialmente al fisco: l'ultimo aumento delle accise è del 7 dicembre e il prossimo è stato programmato per il 1° gennaio 2013, ma nel frattempo Lazio, Liguria, Piemonte, Toscana, Marche e Umbria hanno fatto scattare le loro addizionali (Irba). Tanto che Quotidiano Energia sta registrando i maggiori rialzi dei prezzi al Centro Italia, l'area più colpita da queste novità fiscali, quando invece tradizionalmente la situazione peggiore si trova al Sud (dove, eccettuate poche zone soprattutto della Puglia, c'è pochissima concorrenza di ipermercati e pompe bianche alle compagnie).

Il quadro è completato dal superbollo per le (poche) vetture con oltre 185 kiloWatt e dall'inasprimento generalizzato dell'Ipt (Imposta provinciale di trascrizione, su immatricolazioni e passaggi di proprietà), scattato il 17 settembre 2011 ed esteso alle regioni a statuto speciale dal 1° gennaio. Ma gli amministratori locali si rendono conto dell'effetto depressivo della nuova Ipt, tanto che Bolzano e Trento negli ultimi giorni di dicembre hanno deliberato di non applicarlo, mentre Pistoia ha differenziato le proprie tariffe (complicandole di molto, peraltro) in modo da pesare il meno possibile sulle utilitarie

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