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14 gennaio 2010

Incentivi, ancora in vigore quelli per la trasformazione di auto a gas

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C'è un pezzo degli incentivi statali all'auto che è operativo anche in questi giorni di attesa che il governo vari nuovi aiuti. Ma rischia di durare solo un altro paio di settimane se non verrà rifinanziato rapidamente (presumibilmente nell'ambito dello stesso pacchetto che conterrà i nuovi bonus statali). Si tratta degli incentivi alla trasformazione a gas di vetture già targati: la loro esistenza non è mai messa in discussione perché è stata resa permanente sin dal 1997 (legge 403).
Il problema è che lo stanziamento previsto dalla legge per ogni anno è di circa due milioni di euro, una cifra abbondante a fine anni Novanta (quando infatti si accumularono residui), ma largamente insufficiente oggi che gpl e metano riscuotono più interesse (196.000 impianti in tutto il 2009, stima il Consorzio Ecogas). Per evitare l'esaurimento dei fondi, che si ripeteva dal 2001, con la Finanziaria 2007 furono decisi finanziamenti aggiuntivi di 50 milioni annui per un triennio, che però sono scaduti a fine 2009.
In assenza di interventi, si torna quindi a due milioni, più i residui degli incentivi precedenti, per un totale di 11.556.406,00 euro. Con questa dote lunedì scorso (11 gennaio) sono ripartite le prenotazioni dei bonus per il 2010, sempre gestite dal Consorzio Ecogas (che raggruppa gli operatori del gpl auto). Secondo Alessandro Tramontano, direttore del consorzio, i fondi basteranno appena per questo mese. Infatti, la platea è larga: comprende tutte le vetture circolanti, a prescindere da anno di immatricolazione e classe ambientale (Euro 0, Euro 1 eccetera). E l'importo che spetta a ciascuna è rilevante, visto che l'anno scorso è stato portato a 500 euro per il gpl (prima era 350) e a 650 euro (da 500) per il metano.
Va però detto che, contrariamente al passato, ora sono molte di meno le vetture nuove a gas (soprattutto a gpl) che fruiscono di questo incentivo. Prima, pur essendo versioni presenti nel listino ufficiale, erano trasformate da operatori italiani specializzati dopo l'uscita dalla fabbrica e per questo non erano omologate a gas, cosa che le escludeva dai più corposi (secondo i casi, 1.500-3.500 euro) incentivi riservati alle vetture nuove a gpl o metano; così ai fini burocratici erano considerate come esemplari trasformati e ammesse ai relativi incentivi. Da un paio d'anni, grazie allo snellimento delle regole di omologazione, anche le versioni a gas derivate da quelle "normali" possono ottenere l'omologazione (la cosiddetta "fase 2") e le case automobilistiche hanno spesso colto quest'opportunità, che significa accedere agli incentivi più alti. Ma tali contributi sono scaduti il 31 dicembre e, in attesa del rinnovo, le uniche vetture incentivate sono le trasformate: i modelli che nel frattempo hanno ottenuto la "fase 2" non sono più considerabili come trasformati.

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