MOTORI24
29 GIUGNO 2009

Multa da annullare se non viene ascoltato il trasgressore

di Francesco Machina Grifeo
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In caso di infrazioni al codice della strada, quando l'automobilista chiede di essere ascoltato l'amministrazione non può tirarsi indietro. Se lo fa, la multa comminata al trasgressore va annullata. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 13622/2009 (pubblicata su www.guidaaldiritto.ilsole24ore.com), con cui ha dato ragione a un automobilista della provincia di Torino, reo di aver superato i limiti di velocità, e al quale dunque era stata comminata la relativa sanzione, successivamente confermata dal giudice di pace.
Per i Supremi giudici invece "in tema di sanzioni amministrative, la mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità competente" integra una doppia violazione con "la conseguente illegittimità […] dell'ordinanza ingiunzione".
In materia di ordinanze esiste, infatti, una regola procedimentale di carattere generale (articolo 18 della legge 689/1981) che prescrive il diritto degli interessati a essere sentiti dall'autorità entro il termine di trenta giorni dalla data della contestazione o notificazione della violazione. E, più in particolare, vi è una norma specifica del Codice della strada, l'articolo 204 del Dlgs 285/1992, che prevede l'obbligo del prefetto che irroga la sanzione, "a tutela del diritto di difesa del trasgressore", di sentire "gli interessati che ne abbiano fatta richiesta" e in caso contrario l'ordinanza ingiunzione diventa illegittima.
Nulla da fare dunque per l'amministrazione che ha dovuto capitolare di fronte alle legittime rivendicazioni del conducente. I giudici di Piazza Cavour hanno, così, cassato la sentenza di primo grado e stabilito un altro importante tassello a difesa dei diritti degli automobilisti.

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