Finalmente Obama riesce a fare quello che aveva tentato di fare quando era senatore, ovvero far approvare standard di efficienza più alti per le auto vendute negli Usa. Non solo gli Usa consumano un quarto del petrolio mondiale con il 5% della popolazione, come dice il presidente, ma anche un quarto dell'energia mondiale e sono responsabili per un quarto delle emissioni di CO2 del pianeta. Ogni azione seria per limitare questi problemi parte dagli USA. È importante anche il fatto che si cerchi di limitare i consumi di benzina degli Usa che andranno ad attenuare le pressioni sul mercato petrolifero internazionale, allontanando forse il rischio di crisi come quelle di un anno fa. Ci sono voluti più di 20 anni per aumentare gli standard ad un livello che comunque era stato già proposto dalla California. Questi nuovi standard sono allineati a quelli europei ed entreranno in vigore solo nel 2012 e solo per le nuove auto. Nel frattempo le oltre 135 milioni di auto che circolano negli USA hanno un'efficienza inferiore in media del 40% alle auto europee e sono dominate da grande cilindrate e da pick up. In sostanza ci vorranno anni prima che gli effetti della decisioni di oggi si facciano sentire. Nel frattempo un test per le intenzioni di Obama e degli americani potrebbe essere finalmente il considerare quello che per loro é un'eresia, ovvero aumentare le tasse sulla benzina. Attualmente da loro costa 44 centesimi di euro per litro, mentre noi ci stiamo lamentando perché sta tornando sopra 1,2 euro per litro. La differenza é dovuta interamente alla tassazione. Come l'esperienza ultratrentennale delle politiche energetiche insegna, la maniera più efficace per spingere i consumatori ad essere virtuosi é quella del prezzo, e qui gli americani, indipendentemente dalle capacità del presidente, hanno molta strada da fare.
(Presidente di Nomisma Energia )