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Se il verbale non è chiaro, l'automobilista passato con il rosso può farla franca. È successo a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, dove, prima il giudice di Pace e poi la Corte di cassazione hanno dato ragione al conducente perché l'indicazione contenuta nel verbale di infrazione redatto dalla Polizia municipale: «Prosecuzione della marcia nonostante la segnalazione semaforica emettesse luce rossa o gialla», risulta troppo generica per giustificare qualsiasi addebito. I giudici di Piazza Cavour, dunque, con la sentenza n. 9888/2009 , chiedono maggior rigore agli agenti accertatori nella compilazione dei verbali imponendo l'indicazione puntuale e univoca delle infrazioni stradali contestate.
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