Secondo la Cassazione sono nulle le contravvenzioni elevate con il sistema automatico 'photored"
No ai controlli automatici ai semafori, ma solo per un periodo storico ben preciso e ormai lontano. In queste ore, l'ultima sentenza della Cassazione sul tema (la 7388/09 del 19 febbraio, depositata l'altro ieri e divenuta nota ieri) sta sollevando clamore, anche perché non esplicita che il suo ambito di applicazione è limitato. Tuttavia, una sua lettura attenta e coordinata con le norme vigenti porta alla conclusione che tutte le multe ai semafori comminate con sistemi automatici a partire dal 18 marzo 2004 restano legittime.
Ieri la Corte ha chiuso una vicenda iniziata a Modena nell'estate 2003, quando un conducente era passato col rosso in corrispondenza di uno degli incroci su cui il Comune aveva da poco installato un Photored F 17 A utilizzato in assenza di agenti (come sempre in questi casi). Il verbale era stato redatto in un secondo momento e il trasgressore aveva fatto ricorso, sostenendo che avrebbero dovuto fermarlo subito. L'11 maggio 2004, il giudice di pace gli aveva dato torto, ma ora la Cassazione gli ha dato ragione. La Corte fonda la sua decisione sull'articolo 384 del Regolamento di esecuzione sul Codice della strada, che elenca i casi in cui gli agenti possono non fermare subito i trasgressori. Tra questi, anche il passaggio col rosso. Ma i giudici hanno argomentato che questa elencazione è solo esemplificativa, che la norma è solo regolamentare e che fermare chi passa col rosso è più facile che bloccare chi supera i limiti di velocità (caso nel quale la Cassazione aveva spesso ammesso il mancato fermo sul fatto). Per tutti questi motivi, il Comune non poteva ritenersi autorizzato a usare il Photored sistematicamente in assenza di agenti.
Ma, poco dopo l'infrazione su cui si sono pronunciati i giudici, il quadro normativo è radicalmente cambiato. Dal 13 agosto 2003 è entrata in vigore la legge 214/03 di conversione del Dl 151/03, che ha introdotto nell'articolo 201 del Codice il comma 1-bis. La modifica non sono ha "promosso" il contenuto dell'articolo 384 del Regolamento al rango di disposizione legislativa (inserendolo nel Codice), ma lo ha anche ampliato e rafforzato. Come contropartita, ha imposto che gli apparecchi di controllo utilizzabili in assenza degli agenti dovessero essere «debitamente omologati», cioè approvati dal ministero delle Infrastrutture verificando che diano risultati inequivocabili. Nel caso dei semafori, il ministero ha imposto che gli apparecchi scattino almeno due foto, per essere certi che chi viene ritratto abbia iniziato ad attraversare l'incrocio quando era già rosso e che abbia completato la manovra, togliendo il dubbio (avanzato dalla sentenza 7388/09) che si possa essere puniti anche quando ci si trova involontariamente in posizione vietata, per motivi di traffico. Gli apparecchi in regola con tali requisiti (tra cui quelli di Modena) sono stati tutti riomologati il 18 marzo 2004. Da quella data, quindi, tutte le multe "automatiche" al semaforo sono legittime.