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				FOTO: La Guzzi V7 si fa in tre
12 gennaio 2012

La Guzzi V7 si fa in tre

di Gianluigi Guiotto
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Era il 1967 quando il mercato fu scosso dall'apparizione della prima maxi moto italiana: era la Moto Guzzi V7, frutto del genio di Giulio Cesare Carcano, che segnò il debutto del bicilindrico trasversale a V di 90° dotato di una cilindrata di ben 703 cc, valore record per l'epoca. Nel 2008, la Casa di Mandello ha ripreso quel modello nel proprio passato glorioso lanciando la V7 Classic, linea storica e di fascino, con meccanica e ciclistica moderne. L'anno successivo è arrivata la V7 Cafè e, nel 2010, la V7 Racer. Per il 2012, la V7 si rinnova completamente, facendosi in tre (V7, V7 Special e V7 Racer) ma conservando i tratti distintivi classici Guzzi: il bicilindrico trasversale a V di 90°, la trasmissione a cardano e il telaio a doppia culla.

MOTORE PIU' POTENTE. La versione 2012 monta, infatti, un propulsore di 744 cc che eroga 51 cv a 6200 giri (+12% del modello 2008, con maggior propensione all'allungo) e 58 Nm di coppia a 5000 giri. Oltre 200 organi meccanici sono nuovi o riprogettati, a partire dal layout: l'alettatura squadrata, tipica della produzione anni 80, cede il passo a una forma arrotondata. Anche il coperchio valvole è un omaggio alle V7 delle origini: realizzato in alluminio, ricopia fedelmente il profilo delle alettature esibendo il brand "Moto Guzzi" in bassorilievo. Altra novità: scompaiono i due collettori d'aspirazione con i relativi corpi farfallati; il nuovo small block è, infatti, il primo motore Moto Guzzi ad alimentazione singola e i collettori sono stati sostituiti da un singolo collettore a Y realizzato in gomma, totalmente nervato e dall'andamento rettilineo che si collega a un singolo corpo farfallato. Risultato: ai cilindri arriva una miscela più uniforme e migliorano consumi, emissioni e prestazioni. Nuova è anche la testata, con condotti di aspirazione di diametro maggiorato. Ed è stato anche rivisto il cambio, non propriamente ineccepibile nel modello 2009: resta a cinque marce ma adotta un nuovo preselettore che lo rende più preciso e silenzioso.

NON SOLO RAGGI. Ad abbracciare il bicilindrico resta una vecchia conoscenza: il telaio a doppia culla, con elementi inferiori imbullonati e staccabili che è un elemento chiave del progetto V7 e non subisce modifiche. Confermata anche la forcella Marzocchi con steli da 40 mm ed escursione di 130 mm. V7 e V7 Special montano poi ammortizzatori Sachs, regolabili nel precarico molla e con un'estensione di 118 mm, mentre la Racer dispone di una coppia di ammortizzatori a gas Bitubo dotati di serbatoio esterno (la regolazione del precarico molla, in estensione e compressione, avviene grazie a un pomello a scatti modificabile su 12 click). A frenare la nuova V7 sono due dischi: flottante da 320 mm davanti e da 260 mm dietro. Nuove sono le ruote: in lega leggera con disegno a sei razze sdoppiate per la V7, a raggi con nuovo canale in alluminio per Special e Racer. L'adozione della lega leggera ha consentito un risparmio di peso di circa 2,5 kg, con il 30% in meno d'inerzia giroscopica che si traduce in maggiore maneggevolezza e velocità d'inserimento in curva. Che beneficiano anche del peso ridotto (179 kg più la ventina di benzina) e della sella a 805 mm da terra. Tutti i modelli calzano di serie le Pirelli Sport Demon.
SERBATOIO DA TOURER. Balza subito all'occhio: il nuovo serbatoio ha una capacità di ben 22 litri ed è, soprattutto, in metallo invece che in polietilene come nel modello precedente. Da non sottovalutare, quindi, oltre all'automomia da turistica, anche la possibilità di utilizzare una pratica borsa serbatoio con calamite, anziché a cinghie.

TRE VERSIONI. Modello d'accesso è la V7 (nera o bianca), contraddistinta dalle nuove ruote in lega leggera e da una bella grafica minimalista. La V7 Special è più vicina al concetto originario della V7: bicolore (bianco/rosso o giallo/nero metallizzato), ha ruote a raggi con canale in alluminio. Infine, la V7 Racer è la versione sportiva, contraddistinta dal serbatoio metallico con trattamento di cromatura. Prodotta in edizione numerata come rivela la targhetta posta sulla piastra superiore di sterzo, la V7 Racer ha il telaio rosso ispirato a quello delle prime V7 Sport con telaio al CrMo, come rossi sono anche mozzi, ruota e forcellone; la sella è monoposto e rivestita di pelle scamosciata. Abbondante l'impiego dell'alluminio spazzolato e forato, una lavorazione artigianale di alta fattura esecutiva con la quale sono stati prodotti i fianchetti laterali, le protezioni dei corpi farfallati e le staffe di supporto dei silenziatori. Altri pezzi pregiati: pedane arretrate regolabili ricavate dal pieno, perno di sterzo alleggerito e protezione della piastra di sterzo realizzata attraverso un doppio anello cromato.

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