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10 luglio 2012

Gli americani di Penske pronti a rinnovare il business dei dealer

Il colosso dei concessionari Usa è entrato nel nostro Paese e mediante un accordo con Vanti Group punta a gestire in modo più moderno ed efficace le reti di vendita
di Mario Cianflone
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Il mercato dell'auto in Italia sta attraversano un periodo difficilissimo. Nel 2011 sono state vendute 1.748.026 autovetture, il 10,9% in meno rispetto all'anno precedente. Una situazione peggiore della maggior parte dei Paesi europei, dove il mercato dell'auto tiene meglio e addirittura in Germania è cresciuto dell'8,8%. E nel 2012 andrà ancora peggio visti il continuo calo delle vendite registrato nei primi mesi dell'anno. Diminuiscono i clienti tra i 18 e i 29 anni, mentre aumenta il numero di ultra 65enni che acquista un'auto. Soffrono soprattutto le auto piccole, mentre aumenta la vendita delle utilitarie. Positivo, invece, il dato legato alle emissioni, diminuite più velocemente di quanto la stessa Unione europea aveva previsto. Nonostante questo, nel parco circolante italiano, è presente ancora un terzo di auto inquinanti (euro 0, 1 e 2). In questa situazione a soffrirne non possono che essere le reti di distribuzione. Solo il 15% dei concessionari guadagna, il 47% ha il bilancio in equilibrio, mentre tutti gli altri perdono. E nel 2012 sono destinati a chiudere numerosi concessionari e a perdere tantissimi posti di lavoro. A questo punto chi avrà il coraggio di distribuire auto in Italia? Può sembrare strano, ma c'è chi punta ancora sul mercato italiano. È l'americana Penske Automotive Group una delle maggiore reti di dealer negli Usa che sbarca in Italia con la Penske Automotive Group Italy, Pag Italy, una joint venture che punta ad acquisire e gestire concessionari auto in nord Italia. Il partner italiano è la Vanti Group, concessionario Bmw e Mini di Bologna di proprietà di Andrea Mantellini a cui è affidata la gestione della nuova azienda. Obiettivi a breve e a lungo termine? «La struttura del mercato dei concessionari e la forza alla base della ricchezza privata in Italia rende il vostro Paese un mercato molto interessante – spiega Jens Werner, presidente e Ceo di Penske Automotive Europe – il nostro obiettivo a breve a medio termine è di costruire una struttura forte e stabile sul mercato Italiano che possa permetterci di crescere in maniera strutturata. Il fattore fondamentale per il successo sono le persone. Abbiamo trovato un partner perfetto nella persona di Andrea Mantellini su cui possiamo contare per la nostra crescita futura». Ecco, dunque, l'analisi di Mantellini, direttore generale di Pag Italy. «La situazione generale del mercato è critica in virtù del particolare momento economico che sta vivendo il Paese. In questo contesto ritengo vincente creare una massa critica tale da poter costruire sinergie di scala intrabrand. Proprio in questa direzione va la nostra strategia». Come vedete la situazione del mercato italiano in relazione anche alla struttura e al business dei dealer
«L'attuale governo non supporta lo sviluppo dei consumi e tantomeno l'acquisto di automobile - dice Mantellini - pertanto si profila una situazione complessa di mercato nella quale si attuerà una selezione naturale dei concessionari e solo chi saprà convivere con tale situazione riuscirà ad emergere e porre solide basi per la ripresa futura che ci auguriamo avvenga il più presto possibile». Quali sono i punti critici nella distribuzione in italia e come pensate di innovare e con quale strategia a livello locale? «I punti critici che noi abbiamo notato nel settore sono sia nella struttura stessa che nel focus del business dei concessionari – spiega Elena Alberti Ceo di Penske Europe e Amministratore delegato di Pag Italy – manca la professionalità e l'approccio manageriale, spesso i concessionari sono gestiti come negozi familiari ma la complessità del mercato ad oggi impone una gestione manageriale come una vera e propria azienda. Poi c'è il fatto che in Italia i concessionari sono ancora molto orientati alle auto nuove. A vincere oggi è chi sa gestire bene le auto usate e i service». Quali sono i vostri punti di forza e quali le aree di debolezza. «I punti di forza sono la nostra serietà, professionalità e passione per il lavoro e per il settore – continua Mantellini – queste caratteristiche hanno determinato la creazione della joint venture e caratterizzano tutti i nostri collaboratori che hanno un forte senso di appartenenza. In quanto a punti di debolezza direi che il mercato e la situazione del Paese che rende tutto molto incerto anche per chi come noi ha tanta voglia di investire». Lo sbarco in Italia sarà utile anche alle vostre attività negli Usa? «Non direttamente – continua Werner – ma la diversificazione internazionale ci aiuta a differenziare il nostro portafoglio a proteggere i nostri risultati quando un mercato è in crisi rispetto ad un altro». In quanti altri Paesi europei siete operativi o vi proponete di esserlo? «Siamo in Inghilterra e in Germania e non abbiamo una strategia precisa riguardante i paesi che ci interessano. Andremo dove ci saranno le 3 cose vincenti: il partner giusto, il marchio giusto e la zona di mercato giusta» è la risposta di Werner. Quali sono i brand con le potenzialità più interessanti in Europa? Werner è molto chiaro. «Non c'è una risposta assoluta a questa domanda. Cerchiamo di fare partnership con marchi in crescita in mercati in crescita».

 
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