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1 febbraio 2012

Auto, il 2012 parte in picchiata (-17%). Gli operatori chiedono "sostegno"

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In Europa (Ue27+Efta) a gennaio le immatricolazioni di auto sono scese del 6,6% annuo a 1.003.313 unità. Lo rende noto l'Acea. Nella sola Ue, le vendite hanno registrato un calo del 7,1%, attestandosi a un totale di 968.769 unità. Il gruppo Fiat ha venduto 69.479 vetture, il 15,9% in meno rispetto a un anno prima. La quota di mercato del Lingotto é così scesa al 6,9% dal 7,7% del 2011. Tra i costruttori il primato resta del gruppo Volkswagen (+1,6%), che ha vantato una quota del 24%, migliorata dal 22,1% dell'anno prima. Hanno tutti registrato dati in calo gli altri principali costruttori: Psa Peugeot Citroen (-14,6% e quota in flessione al 12,4%), Renault (-24,6% e quota all'8,2%), Gm (-13,8% e quota al 7,3%) e Ford (-4,3% e 8%).
Parte in "profondo rosso" il mercato dell'auto nel 2012. A gennaio in Italia sono state immatricolate 137.119 nuove vetture, contro le 165.073 di gennaio 2011, in calo del 16,93%. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A dicembre 2011 il mercato aveva chiuso in flessione del 15,3% a 111.211 unità. Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles (Jeep inclusa) in Italia sono scese del 16,92% a 40.403 unità, contro le 48.633 di un anno fa. A dicembre 2011 le vendite del gruppo torinese avevano subito una flessione del 19,76% a 31.699 immatricolazioni. A gennaio la quota di mercato di Fiat Group Automobiles (Jeep inclusa) in Italia si è attestata al 29,47%, stabile rispetto al 29,46% di un anno fa. A dicembre 2011 la quota del Lingotto era al 28,5%. Risultato positivo per il marchio Jeep, in crescita del 44% a gennaio. In rialzo la quota delle vetture diesel immatricolate nel mese, che dal 52% di dicembre 2011 sale al 55% a gennaio 2012. Nella classifica delle auto più vendute nel mese compaiono cinque vetture italiane. Si confermano ai primi due posti - invertite rispetto al mese precedente - Fiat Panda (10.441 unità) e Fiat Punto (8.570). Al terzo posto troviamo Lancia Ypsilon.

Ancora in calo anche il mercato dell'usato che, con 349.222 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari, riporta una flessione del 4,3% a gennaio 2012 su gennaio 2011 (364.785 unità).

Gli operatori commentano con preoccupazione. "Il 2012 si apre ancora sotto il segno di una crisi profonda e decisamente preoccupante per i risvolti negativi che continuerà ad avere sul nostro settore, alimentando ulteriormente la spirale negativa in cui sembra essere intrappolata la nostra economia – ha commentato Guido Rossignoli, Direttore Generale Anfia. Il mercato auto a gennaio registra livelli così bassi che non è più sufficiente risalire al triennio critico 1993-1996, ma occorre spostare il termine di confronto ancora più indietro, a inizio anni ottanta.

Secondo il Csp ''Dato il quadro generale non e' pensabile che il Governo possa intervenire in tempi brevi sulla fiscalita' specifica sull'auto''. Per quanto riguarda carburanti ed assicurazioni Rc auto ''va riconosciuto lo sforzo del Governo'' ma ''occorrerebbe almeno temporaneamente, introdurre meccanismi di controllo dei prezzi'' visto che ''l'effetto sui prezzi delle liberalizzazioni per i carburanti e la RC auto, se vi sara', non vi sara' in ogni caso nel breve termine''.

Per questo ''occorre dunque un intervento diretto sulla debolezza della domanda'' secondo il Centro Studi Promotor GL events che ha suggerito come ''la copertura puo' essere trovata a costo zero adottando per il contrasto all'evasione del bollo un sistema analogo a quello previsto dal decreto liberalizzazioni per contrastare il mancato pagamento del premio di assicurazione''.

Secondo l'Unrae, l'associazione delle aase automobilistiche estere in Italia, l'evasione del bollo auto ammonta a circa un miliardo all'anno, una cifra piu' che sufficiente per varare un efficace sistema di incentivi all'acquisto di auto a basso impatto.

"Se proiettassimo sull'intero anno la stagionalità espressa dal risultato di gennaio, il mercato totale del 2012 chiuderebbe al di sotto di 1.500.000 immatricolazioni, un livello fortemente negativo". Con queste parole Jacques Bousquet, Presidente di Unrae ha commentato con allarme i dati del mercato di gennaio aggiungendo che "per scongiurare una situazione del genere – considerando l'importante contributo del comparto automotive nell'economia del nostro Paese – sono ormai necessari ed urgenti degli interventi strutturali". "Chiediamo al nostro Governo – prosegue Bousquet - cui riconosciamo un'estrazione tecnica ed europeista, di valutare quanto l'auto in Italia sia distante dall'Europa in termini di politiche fiscali ed ambientali. Ritengo indispensabile, a questo punto, che l'esecutivo dia un tangibile segno di attenzione al rilancio di un settore che negli ultimi 10 anni, direttamente o indirettamente, ha contribuito con più di 600 miliardi di euro alle entrate dello Stato e che incide, nel complesso della filiera, per ben l'11,4% del Pil".

"L'Unrae – conclude il Presidente – assieme a tutta la filiera distributiva raccomanda fermamente un non più rinviabile programma strutturale di rinnovo del parco, che, attraverso agevolazioni basate su parametri ispirati alla neutralità tecnologica, supporti la capacità di acquisto e di gestione dell'auto da parte delle famiglie. A ciò sarà necessario aggiungere la predisposizione di un piano di infrastrutture adeguate a sostenere lo sviluppo di vetture a basso impatto ambientale e l'allineamento della fiscalità italiana a quella europea, in particolare per le auto aziendali e per l'usato".

Le dichiarazioni di Bousquet fanno seguito alla diffusione dei risultati delle vendite di gennaio che, secondo quanto indicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno evidenziato - per il primo mese dell'anno - il livello più basso mai registrato da oltre 20 anni, con appena 137.119 unità e una flessione di ben il 16,9%, rispetto al già debole risultato dello scorso anno (165.073 immatricolazioni) e di oltre il 36% rispetto alla media degli ultimi 10 anni (215.000 unità).

Preoccupante, inoltre, il dato derivante dalla raccolta ordini che - secondo un primo scambio di informazioni fra Unrae e Anfia – si attesta anch'esso su valori fra i più bassi mai registrati per lo stesso mese: 130.000 contratti e un calo del 18%. La struttura del mercato evidenzia il differente andamento degli acquisti per canali di vendita: le famiglie determinano, infatti, l'intero calo del mercato, perdendo circa 30.000 immatricolazioni (-24,7%) e quasi 7 punti di quota (dal 72,2% al 65,4%).
Le vendite alle aziende e alle società di noleggio evidenziano, invece, un leggero incremento, rispettivamente del 3,8% e 3,1%. Secondo gli operatori, il notevole incremento dei prezzi di benzina e gasolio hanno generato uno spostamento di una parte della domanda verso le motorizzazioni a basso impatto ambientale che incrementano la loro rappresentatività sul mercato, portandosi complessivamente al 7,7% dal 5,7% del 2011.

La recente introduzione delle nuove regole sull'Ipt ha determinato un terremoto nella distribuzione territoriale delle immatricolazioni. A fronte di una flessione complessiva del mercato, l'area nord orientale del paese vede accrescere le proprie immatricolazioni del 12,9%, mentre l'Italia centrale perde il 41% rispetto al gennaio 2011, per effetto dello spostamento in altre regioni delle immatricolazioni di autovetture destinate al noleggio. L'Italia meridionale ed insulare evidenzia un calo del 27%, di dieci punti superiore alla flessione media nazionale, segno della difficoltà delle famiglie e dei tassi di disoccupazione – in particolare quella giovanile – che si concentra soprattutto in queste aree del paese. Il mercato delle vetture usate, infine, in gennaio ha segnato una contrazione del 4,3% con 349.222 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture, rispetto ai circa 365.000 dello stesso mese del 2011.

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