La sensazione generale, sentendo alcuni concessionari della Lombardia, è quella di una domanda al momento ancora fiacca, che paga lo scotto della mancanza degli incentivi statali che avevano drogato, in positivo, il mercato nel 2010. Per farla breve il parco auto a terra deve essere ridotto. I veicoli fermi dai concessionari in attesa di essere venduti (magari sfruttando la sempre apprezzata formula del "chilometro zero" per risparmiare sui costi dell'Iva) sono cioè ancora troppi e quindi l'input arrivato in questi giorni da parecchie case automobilistiche alla rete di vendita italiana è il seguente: prima smaltite le scorte e prima ripartono le consegne dei nuovi modelli, che altrimenti vengono dirottati su altri mercati. C'è comunque un dato che fa ben sperare gli addetti ai lavori, e cioè quello che vede essere aumentati gli acquisti delle vetture di media ed elevata cilindrata a scapito delle utilitarie, maggiormente interessate dalla politica di incentivazione ma anche quelle con i minori margini di profitto per i concessionari.
Certo il discorso varia da marca a marca e in relazione della zona geografica ma in termini macro queste sono le tendenze del momento. La consueta precisa fotografia dell'andamento del mercato italiano dell'auto l'ha invece scattata l'Unrae, l'Associazione che rappresenta le case estere operanti in Italia. Il dato di sintesi del venduto di marzo 2011 è negativo e peggiore di quello (pari al 20%) relativo al primo bimestre dell'anno: la flessione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente è infatti del 27,7% e rappresenta la frenata più elevata degli ultimi 15 anni, nonché quella più evidente in Europa dopo la Spagna. Le unità complessivamente vendute sono state oltre 188mila, rispetto alle oltre 260mila del 2010, per un bilancio relativo ai primi tre mesi dell'anno che sale quindi a 516mila immatricolazioni, il 23% in meno delle 671mila di fine marzo scorso (quando terminò l'accesso agli incentivi).
Per fare accurate valutazioni sui mesi a venire – questo il parere di Gianni Filipponi, Direttore Generale di Unrae, "occorrerà tener conto da una parte dell'assenza degli effetti distorsivi derivanti dal confronto con il periodo incentivato dello scorso anno e, dall'altra, delle possibili ripercussioni che potranno avere l'aumento del prezzo dei carburanti, al quale ora si aggiunge anche l'incremento delle accise, nonché i riflessi dei recenti gravi avvenimenti internazionali". Il quadro non è quindi particolarmente entusiasmante ma c'è un elemento che fa pensare in positivo, ed è quello che riguarda il fattore ambiente. "In questo contesto negativo – ha in tal senso dichiarato Filipponi – va evidenziato il positivo trend di riduzione delle emissioni di CO2, che in marzo, per la prima volta in assoluto, ha portato il valore medio ponderato, calcolato sulle nuove immatricolazioni, a 129,5 grammi per chilometro, e quindi sotto la soglia dei 130 grammi previsti dalla normativa Ue per il 2012"
Nel dettaglio dei segmenti, la fascia media del mercato, per quanto in flessione in valori assoluti, ha registrato in marzo un andamento più che discreto, (il rialzo in fatto di quota sul totale venduto è salito di oltre cinque punti al 27%) e buone sono stati tutto sommato le immatricolazioni a società e noleggi, stabili in numero rispetto a un anno fa ma in leggero aumento in termini di peso sulla domanda, coprendone rispettivamente il 16% e il 17,8%. Chi ha pagato dazio sono invece le city car e le utilitarie, che in marzo hanno subito una contrazione anno su anno media del 37,5% e coperto una fetta più esigua, rispettivamente il 17,1% e il 39,6%, del venduto complessivo. Di segno negativo sono stati anche gli acquisti delle famiglie, scesi nell'ultimo mese più del mercato complessivo (il calo è di oltre il 36%) e arrivati di conseguenza a pesare per i due terzi (il 66,2% per la precisione) nell'economia del mercato italiano dell'auto.
Il vero buco di acquisti, questo dice esplicitamente il rapporto mensile di Unrae, è comunque legato alle vetture a Gpl e metano. Il botto dell'anno passato regalato dagli incentivi – che portò questo due categorie a registrare una quota di mercato del 31% - è come previsto venuto del tutto meno e le circa 7.800 auto vendute a marzo costituiscono un modestissimo 4% del totale. Chi non conosce ancora soste è per contro il diesel, progredito ormai oltre il 55% di market share assoluto (percentuale che non si registrava dalla fine del 2007) mentre hanno tenuto le vendite dei modelli a benzina (quasi 75mila unità contro le 79mila del 2010) sfiorando il 40% delle immatricolazioni e recuperando circa 10 punti rispetto al primo trimestre 2010.
Quanto alla tipologia delle vetture, il mese appena andato in archivio dice sostanzialmente due cose. Fuoristrada, monovolume e soprattutto crossover (+34,4% il raffronto in volumi con il 2010) continuano a tirare mentre perdono terreno le berline, con una quota di poco superiore al 60% imposta da una frenata delle vendite del 33,8% che ha ridotto le immatricolazioni per questa categoria a 115mila unità (dalle 174mila del marzo di un anno fa). Infine le marche. La Punto si conferma un prodotto best seller in virtù delle 14mila unità immatricolate nel mese (38mila quelle di tutto il trimestre) e in casa Fiat possono brindare anche alle buone prestazioni della Panda, sul secondo gradino del podio con 12.640 unità. Alle spalle delle due utilitarie della casa torinese seguono nell'ordine Ford Fiesta (8mila immatricolazioni), Wolkswagen Golf (6.100), Lancia Ypsilon (5.300) e la 500 (5.200). A chiudere la top ten la Opel Astra, con all'attivo poco più di 4mila vetture immatricolate.