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17 marzo 2011

Spinta tedesca per l'auto Ue

Dopo dieci mesi di cali pesanti il mercato a febbraio recupera l'1,4% grazie alla ripresa di Germania e Francia
di Augusto Grandi
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L'Europa dell'auto torna a viaggiare, ma la Fiat non ne approfitta. I dati Acea relativi alle immatricolazioni di febbraio evidenziano un incremento delle consegne dell'1,4%, per un totale di 1.014.519 immatricolazioni il mese scorso e 2.087.121 dall'inizio dell'anno (+0,1%). Il Lingotto, tuttavia, chiude febbraio con una flessione del 16,7% (la peggior performance tra tutti i grandi costruttori, a parte Chrysler che cala del 24,7%) ed una quota che scende dal 9,2 al 7,6%. Per il gruppo torinese la flessione, nel bimestre, è del 18,4%.

«La crescita del mercato continentale – precisa Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor Gl Events – non è certo consistente, ma vi sono elementi per ritenere che nei prossimi mesi il recupero si rafforzi e continui, sia pure con tassi di crescita non elevati».

È positivo, ad esempio, che al di fuori dei primi 5 mercati europei (Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna e Spagna) solo in Grecia e Portogallo si registrano cali. Dunque tutta l'Europa dell'Est appare in recupero, come quella del Nord. Ma anche i primi 5 mercati – che in febbraio, precisa Quagliano, hanno assorbito il 70,8& delle immatricolazioni – presentano andamenti opposti. La Germania è in netta ripresa, con una crescita del 15,2% a febbraio e del 15,8% nel bimestre, a dimostrazione di una ripresa economica che si riflette anche sulle vendite di auto nuove, con un probabile incremento del 6,3% su base annua.

In crescita (+13,2%) anche la Francia, ma Gianni Filipponi (direttore generale Unrae) spiega che si tratta degli effetti conclusivi degli incentivi, terminati a fine 2010. «Per la Francia – aggiunge Filipponi – le previsioni per l'intero 2011 indicano un calo del 10%». In calo, invece, gli altri tre mercati principali, con l'Italia in flessione del 20,5%, ma con prospettive di rivedere il segno più a partire da aprile, la Gran Bretagna in frenata del 7,7% (e nessuna ripresa ipotizzata per il primo semestre) e la Spagna alle prese con l'ottavo calo mensile consecutivo (-27,6%) ed una situazione economica del Paese che non induce all'ottimismo.

L'incertezza sull'andamento dei prossimi mesi è però acuita dalla situazione internazionale. Con le tensioni in Africa del Nord che hanno favorito la speculazione e il rincaro del prezzo dei carburanti, e ora anche la tragedia giapponese che – secondo Eugenio Razelli, presidente dell'Anfia – potrebbe penalizzare la produzione delle auto nipponiche.

Nel frattempo, comunque, l'andamento dei costruttori è stato estremamente diversificato. Lo stesso gruppo Fiat vede, da un lato, il sensibile arretramento del marchio Fiat (-22,5%), sostanzialmente analogo a quello di Lancia, ma vede anche il boom dell'Alfa Romeo (+41,7%) che però non basta certo ad equilibrare i conti del Lingotto, penalizzato dalla fine degli incentivi che trainavano le vetture a marchio Fiat.

Tra i costruttori stranieri si segnala la forte crescita del gruppo Volkswagen (+9,1% ed una quota che sale dal 20,7 al 22,3%), la frenata di Psa (-5%) e il recupero di Renault (+3,1%). Gm cresce di oltre l'8% mentre Ford è in calo del 12,1%. Progresso a due cifre per Bmw, per Nissan, Hyundai, Volvo e Mitsubishi, incrementi più contenuti per Daimler e Jaguar e flessioni per Toyota, Kia, Suzuki, Honda e Mazda.

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