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2 novembre 2010

Il mercato italiano dell'auto continua a perdere quota: Fiat: - 40 per cento

di Mario Cianflone
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Confermate le anticipazioni di Federauto: Il mercato dell'auto in Italia continua a perdere quota: ad ottobre le vendite sono in flessione del 28,82%, a 139.740 unità. I volumi sono i più bassi per questo mese dal 1995 e ci troviamo di fronte alla flessione più pesante dall'inizio dell'anno.
Contrazioni più forti - ricorda il Centro Studi Promotor di Bologna - si sono registrate soltanto nella grande crisi del 1993 e nel momento più nero della crisi attuale e cioè a cavallo tra il 2008 e il 2009. La politica degli incentivi sembra quindi essere passata sul mercato italiano dell'auto come acqua sui vetri.
Sui dieci mesi le immatricolazioni segnano una variazione di -6,95%, a 1.683.119 unità. A settembre le immatricolazioni avevano registrato un calo del 18,89 per cento.
Fiat Group Automobiles (Fga) che in ottobre ha immatricolato oltre 38 mila vetture (-39,9%) con una quota scesa dal 32,6% di un anno prima al 27,5% il mese scorso. Nei primi dieci mesi le vendite di Fga sono calate del 15,1% a quasi 509mila con una quota al 30,2% dal 33,1% dello stesso periodo del 2009. Il brand Fiat, secondo il Lingotto, avrebbe subito perdite soprattutto per la mancanza nel 2010 di incentivi alla rottamazione di cui aveva usufruito lo scorso anno grazie alla sua gamma di vetture ecologiche.
Disaggregando le immatricolazioni, in ottobre si rileva il continuo calo degli acquisti da parte dei privati (-35,1%), con la perdita di quasi 7 punti di quota al 70,7% ed il recupero degli acquisti da parte delle società (+4,6%), che hanno guadagnato in termini di rappresentatività sul mercato i punti persi dalle persone fisiche. Calano nel mese, inoltre, anche le immatricolazioni delle vetture da noleggio (-23,5%). Il diesel prosegue la sua corsa portandosi sui livelli di 2 anni e mezzo fa (maggio 2008) al 51% del mercato (rispetto al 39% dell'ottobre 2009), le vetture a benzina si posizionano in crescita al 38,6%, mentre quelle a basso impatto ambientale continuano la frenata, perdendo oltre 16 punti di rappresentatività e posizionandosi al 10,4%. Infine, per quanto riguarda l'usato, secondo il Ministero i passaggi di proprietà (al lordo delle minivolture, i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) in ottobre sono stati 405.331, con una flessione dell'1,6%.
Nei primi 10 mesi, il mercato dell'usato mantiene un leggero attivo (+1%) con 3.713.229 unità. Gli ordini dichiarati nel mese di ottobre, secondo quanto è emerso da un primo scambio di informazioni fra Anfia ed Unrae, hanno evidenziato una flessione di oltre il 20% con 160.000 unità, un valore mai così basso da quando, nel 1998, si raccolgono informazioni sui contratti stipulati (così come le immatricolazioni hanno registrato il livello più basso dal 1995).
Nel cumulato gli ordini sono stati nel complesso circa 1.448.000, -23% rispetto all'analogo periodo del 2009.

Anche le indicazioni che provengono dall'inchiesta congiunturale mensile di ottobre di Promotor confermano una situazione di grave difficoltà. Il 75% dei concessionari dichiara, infatti, una bassa affluenza di visitatori nei saloni espositivi, l'85% denuncia un basso volume di raccolta di ordini e aumenta fortemente il numero di concessionari che si attendono un ulteriore peggioramento della situazione: in settembre erano il 40%, in ottobre la quota sale al 52%. Peggiora in ottobre anche l'indicatore di fiducia degli operatori del settore auto determinato dal Centro Studi Promotor GL events che scende da 26,80 a 24,40. Sul risultato del mese scorso ha però influito anche il fatto che molte case hanno fortemente ridotto il ricorso ai chilometri zero, pratica costosa che le attuali condizioni del mercato non consentono più di seguire. Questa situazione ha fatto apparire il quadro complessivo molto più cupo di quello dei mesi precedenti in cui però la situazione era già fortemente negativa.

L'aspetto positivo - sottolinea Promotor - è che i dati di ottobre mettono bene in luce la reale situazione del mercato automobilistico. In questo momento della verità le prospettive per le vendite di autovetture italiane sono legate essenzialmente all'andamento dell'economia e alla politica delle case automobilistiche. Per quanto riguarda le case auto va detto che molte stanno affrontando la crisi rinnovando profondamente la loro gamma ed offrendo al mercato nuovi modelli in grado di esercitare una spinta su una parte importante della domanda. Quanto all'economia è forte l'attesa per la stima preliminare del Pil del terzo trimestre 2010, che verrà diffusa dall'Istat il 12 novembre. Se dopo le due variazioni congiunturali positive, registrate nel primo e secondo trimestre di quest'anno vi fosse un altro incremento, lo scenario del nostro Paese si confermerebbe in crescita sia pure moderata e quindi - è la valutazione di Promotor - la prospettiva di una ripresa del mercato dell'auto nel 2011 apparirebbe possibile. Se, invece, come paventato dall'Ocse, vi fosse una contrazione, ci troveremmo in una situazione di stagnazione aperta anche ad evoluzioni ancora più negative che interesserebbero anche il mercato dell'auto.

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