L'analisi approfondita delle immatricolazioni dei primi sei mesi del 2010 propone uno spaccato del mercato italiano dell'automobile che consente un'unica chiave di lettura: il mercato accusa i sintomi di una crisi che, seppur annunciata, si prospetta più profonda e duratura di quanto atteso. Gli analisti dell'Unrae, l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia, hanno ritenuto opportuno proporre i dati in modo disaggregato, poiché i sei mesi iniziali dell'anno, nel nostro Paese, sono stati caratterizzati da un primo trimestre che, di fatto, è stato la "coda" dell'intero 2009, per via delle consegne di vetture che hanno goduto degli incentivi, tanto che le 667.897 immatricolazioni del periodo esprimevano un mercato annuo tendenziale da 2.310.000 unità. Il secondo trimestre, caratterizzato dall'assenza di sostegni di Stato alla rottamazione e all'acquisto di auto a basso impatto ambientale, con 495.676 targhe, proietta invece un valore annuo di 1.840.000 unità.
Di fatto, il 1° trimestre dell'anno, seppur sostenuto dalla fase conclusiva degli incentivi statali, si è chiuso con un consuntivo di immatricolazioni di un soffio superiore (1,1%) alla media registrata, per lo stesso periodo, nel quinquennio precedente (2005-2009). Lo stesso confronto, invece, operato sulle immatricolazioni del 2° trimestre 2010, mette in evidenza una flessione pari al 20%.
Questo ultimo dato che, in termini unitari, per il mercato italiano significa una perdita di oltre 400.000 vetture immatricolate e oltre 1 miliardo di euro di sola IVA per l'Erario, potrebbe ulteriormente appesantirsi se si considerano con più attenzione i risultati dell'analisi effettuata dall'UNRAE.
I due trimestri, messi a confronto denunciano, infatti, radicali differenze fra loro per quanto riguarda la suddivisione delle immatricolazioni per tipologia di utilizzatore: nel primo trimestre ai privati era andato il 79,6% di tutte le vendite, con il noleggio al 10,14% e le società al 10,26%. "Il fenomeno – spiega Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'UNRAE – ha una sua spiegazione: dopo che nel 2009 i parchi auto delle società di noleggio a lungo e a breve termine, influenzate dalla crisi, avevano registrato una considerevole riduzione dei volumi, quest'anno le attività delle società specializzate nel noleggio hanno ripreso vigore, sia per le migliorate aspettative sul fronte del turismo, sia per la necessità di rinnovo del parco da parte delle società di noleggio a lungo termine. Il fenomeno – ha aggiunto Filipponi – è però destinato ad esaurirsi rapidamente e quando il noleggio, nel suo insieme, avrà recuperato quanto perso lo scorso anno, il mercato totale, già depresso, subirà ulteriori contrazioni, accentuando un quadro generale già allarmante".
Il diesel in continuo recupero
Fra il 1° ed il 2° trimestre, le motorizzazioni diesel hanno recuperato quasi 10 punti di quota, passando dal 38,68% al 48,43%, mentre le bifuel benzina-GPL e benzinametano sono scese, nel loro insieme dal 30,79% all'11,84%. Dal canto loro, le motorizzazioni a benzina sono risalite dal 30,23% al 39,54%. Ricordiamo che a fine 2008 i diesel erano al 50,57%, le benzina al 42,17% e le vetture a gas al 7,09%. In pratica, la decisione governativa di non sostenere più le motorizzazioni a basso impatto ambientale (GPL e metano) ha quasi riportato le immatricolazioni di questa tipologia di motorizzazione ai livelli del 2008. E', comunque, opportuno ricordare che, come calcolato dagli analisti dell'UNRAE, nel periodo è stato conseguito con successo un netto contenimento delle emissioni di CO2, il cui valore medio ponderato, calcolato sulle immatricolazioni di nuove auto, è passato da 143,3 g/km di dicembre 2008 a 133,5 di dicembre 2009 a 131,4 di marzo 2010, per risalire a 134,4 g/km del giugno di questo anno.
Segmenti e carrozzerie, cambio di tendenze
Considerato l'influsso degli incentivi alla rottamazione, che avevano privilegiato determinate categorie di vetture, il confronto fra 1° e 2° trimestre 2010 mette in evidenza la parziale tenuta delle "piccole", la profonda flessione delle utilitarie, da sempre il segmento "degli italiani" (nel quale più diffuse erano le motorizzazioni alternative e con emissioni più contenute e, quindi, più incentivate) e il recupero delle medie e delle medie superiori, ovvero le vetture destinate al noleggio a lungo termine, settore che ha fatto registrare, nel periodo considerato, ampie percentuali di crescita. Quanto alle carrozzerie, calano vistosamente le berline, mentre – sia pure in un mercato in contrazione – mostrano segnali di tenuta fuoristrada, monovolume compatti, crossover, cabrio e spider.
Grazie al noleggio cresce l'Italia centrale
Un ulteriore fenomeno da accreditare al noleggio si è poi verificato nell'ambito delle immatricolazioni per area geografica. La crescita di oltre 6 punti di quota delle registrazioni nell'Italia centrale fra 1° e 2° trimestre è dovuta alla concentrazione a Roma di quasi tutte le immatricolazioni a società di noleggio, per via di un particolare vantaggio di ordine fiscale. Fenomeno accompagnato da un notevole calo delle vendite nell'Italia nord orientale, meridionale e insulare.