MOTORI24
16 MARZO 2010

ANALISI/ Senza incentivi l'auto ha finito la corsa

di Gian Primo Quagliano
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Dopo la crescita del 13% di gennaio, l'incremento contenuto nel 3,2% di febbraio conferma quanto, per la verità gli esperti già sapevano ed avevano previsto. Con il venir meno degli incentivi il mercato europeo dell'auto si avvia a far registrare nei prossimi mesi risultati negativi. Nel 2009 la domanda di autovetture è stata sostenuta dai bonus statali in molti paesi europei compresi i cinque maggiori mercati del continente. I risultati si sono visti. Dopo un primo semestre difficile le immatricolazioni hanno fortemente recuperato e l'anno si è chiuso con un calo decisamente modesto dati i tempi. Nel 2010 il quadro è invece cambiato nel mercato nazionale più importante, quello della Germania. Finiti gli incentivi nel settembre 2009, le immatricolazioni hanno beneficiato fino a novembre del portafoglio ordini accumulato mentre gli incentivi erano ancora in vigore. In dicembre si è però registrato un primo calo (-4,6) seguito da una contrazione ancora modesta in gennaio (-4,3%) ed ora, in febbraio, da una caduta veramente pesante (-29,8%). Nel secondo mercato del continente, quello italiano, gli incentivi sono finiti il 31 dicembre, ma poiché è possibile, conservando il bonus statale, immatricolare fino a marzo le auto acquistate nel 2009, gennaio e febbraio hanno fatto registrare buoni incrementi di vendita. In marzo ci si attende però un sensibile ridimensionamento e da aprile si andrà certamente in rosso, dato che con la fine degli incentivi vi è stato un vero e proprio crollo degli ordini.
Negli altri tre grandi mercati del continente, cioè nel Regno Unito, in Francia e in Spagna, in febbraio si sono registrati incrementi di vendite, ma il Regno Unito non ha più incentivi a partire dall'inizio di marzo, in Spagna i bonus andranno avanti fino a settembre e solo in Francia dureranno per tutto il 2009, ma con agevolazioni ridimensionate a partire da luglio. Dato che le immatricolazioni dei cinque maggiori mercati hanno una forte incidenza sul mercato complessivo, è facile prevedere che nei prossimi mesi il mercato europeo farà registrare risultati sempre più preoccupanti e ciò perché gli incentivi sono finiti o sono stati ridimensionati prima che la spinta delle agevolazioni potesse saldarsi con un recupero della domanda trainato dalla ripresa dell'economia.
I dati sul quadro economico mostrano che la caduta si è arrestata, ma che in larga parte d'Europa, ed in particolare in Italia, non è iniziata una ripresa degna di questo nome, ma soltanto una fase di stagnazione, al cui superamento potrebbero contribuire proprio sostegni significativi ai settori trainanti dell'economia ed in particolare a quello dell'automobile.
La necessità di incentivi non è dunque superata e sarebbe quindi un vero peccato contro l'economia e contro l'occupazione se i governi europei, per riaprire il problema, attendessero di registrare pesanti cali di vendite, cali che in mancanza di interventi sicuramente arriveranno a partire dalla primavera.

Direttore Centro Studi Promotor GL Events

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