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				FOTO: A febbraio crescono del 20% le vendite di auto ma calano gli ordini
1 marzo 2010

A febbraio crescono del 20% le vendite di auto ma calano gli ordini

Secondo l'Anfia la copertura dei bonus durerà fino a marzo. Da aprile in avanti le immatricolazioni risentiranno della fine degli incentivi
di Marco Ferrando
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Febbraio è andato, e anche marzo dovrebbe chiudersi in crescita. Ma la festa è quasi finita, e per il mercato italiano dell'auto si avvicina il grande freddo. I dati diffusi il primo marzo dal ministero dei Trasporti dicono che a febbraio le immatricolazioni hanno registrato un aumento del 20,59% rispetto allo scorso anno: 200.560 auto contro 166.320. Ma il settore non festeggia, anzi: «In questo momento la reale situazione del mercato auto non è fotografata dalle immatricolazioni, che risentono della mole di ordini accumulati grazie agli incentivi 2009», spiega Eugenio Razelli,
presidente dell'Anfia. La coperta dei bonus durerà fino a marzo; poi, da aprile in avanti le immatricolazioni risentiranno dello stop dei bonus, che già a febbraio ha causato un crollo degli ordini pari al 35%: «Considerando l'assenza di interventi, questo ci porterà al massimo ad un mercato di 1,7-1,8 milioni di unità immatricolate a fine anno con un rallentamento significativo anche dei veicoli a trazione alternativa, in particolare del metano, che sono più che triplicati nel confronto tra 2008 (7%) e 2009 (22%) interrompendo in tale modo un processo virtuoso di trazioni ecologiche alternative», ha sottolineato ancora Razelli.
Il record di febbraio (bilancio che risente, come sempre, dei ritmi di consegna di ogni singola casa) spetta a Dacia (+134,2%), seguita da Hyundai (+108,5%), Renault (+99,9%), Citroen (+52,2%), Peugeot (+51,6%), Nissan (+31,1%). Il Lingotto cresce meno della media (+16,8%) e vede ridursi dal 32 al 31% la propria quota sul mercato italiano, ma il gruppo si consola con il primato «verde» in Europa con il più basso livello di emissioni di CO2 e con le due auto più vendute in Italia: Punto e Panda, seguite da Ford Fiesta.
Invece per i prossimi mesi, come accennato, le prospettive sono nere. Marzo, complice con un raffronto 2009 ancora generoso (gli incentivi erano appena partiti), è previsto ancora in crescita, poi il baratro. «L'aspetto veramente preoccupante – sottolinea Gian Primo Quagliano, del Centro studi Promotor – è il fatto che, prima per l'attesa del rinnovo degli incentivi per il 2010 e poi per l'annuncio che il rinnovo non vi sarà, la raccolta di ordini è crollata nei primi due mesi del 2010 su livelli infimi». «Sia in gennaio che in febbraio – dicono ancora dal Csp - l'86% dei concessionari ha indicato l'acquisizione di ordini su bassi livelli, mentre il 78% parla di scarsa affluenza di visitatori nei saloni di vendita. In netto peggioramento anche le attese sulle immatricolazioni a breve termine. Nel dicembre scorso i concessionari che prevedevano vendite in calo erano il 29%, in gennaio la percentuale corrispondente è salita al 41% e in febbraio al 64 per cento».

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