Per spiegare in estrema sintesi come, nella generale crisi, il mercato italiano 2009 sia riuscito a superare i 2,15 milioni di auto nuove, si può forse usare l'aggettivazione di anno "gasato". Anche perché, più degli incentivi al ricambio del vecchio circolante, ciò che ha contribuito ad eguagliare di fatto i volumi immatricolativi del 2008 è rappresentato dai massicci acquisti di vetture "verdi" alimentate a metano e a Gpl.
Che nell'insieme hanno riguardato ben 469.710 unità, pari al 21,76% dell'intero mercato italiano, su valori abbondantemente triplicati rispetto al 7,09% di share e alle 153.385 consegne dell'anno prima. Per un'aggiuntività di oltre 316mila vetture che hanno permesso, a ben guardare, di sanare il deficit tra la soddisfacente conclusione del 2009 e i timori di iniziali previsioni intorno agli 1,8 milioni di auto nuove.
Livello implementato, a partire da febbraio, dalla decisione governativa di puntare alla rottamazione di veicoli ultradecennali come all'acquisto di vetture a basso impatto ambientale. Coprendo, grazie ai robusti ecoincentivi statali, il loro maggior costo industriale e con la possibilità di acquistare versioni a metano o Gpl con prezzi uguali, se non inferiori, a quelli praticati sugli equipollenti modelli a benzina.
Un'opportunità che, in momenti di difficoltà economiche, la clientela italiana ha dimostrato di saper apprezzare: sia per il basso costo dei rifornimenti di metano o Gpl sia per le loro contenute emissioni, con accessibilità garantita agli ambiti urbani anche in particolari condizioni di limitato traffico. Si è dato così corpo a una tendenza che, di giorno in giorno, ha visto crescere le specifiche immatricolazioni sin sopra il 30% di quota nel periodo novembre-dicembre; con il superamento, nei mesi finali, dello stesso share delle auto a benzina. Una continuazione è attesa in questa prima fase del 2010, visto che la maggior parte del portafoglio di inevasi lasciati in dote dall'anno appena archiviato è di ordini su versioni a gas, che potranno comunque fruire degli ecoincentivi 2009 se con immatricolazione entro il prossimo marzo.
Pur nelle similitudini del fenomeno, è tuttavia interessante analizzare come non poco diverse siano le caratteristiche per il comparto del metano rispetto a quello del Gpl ed a partire dai pesi immatricolativi. Saliti per il primo tipo di gas a 127.836 unità e al 5,94% di share, aumentando di circa 1,6 volte sulle 79.154 e sul 3,66% del precedente anno; mentre le consegne di Gpl sono schizzate a 339.295 e al 15,82% di quota, con variazione di quasi 4,6 volte sui 74.231 veicoli e sul 3,43% pregressi.
Di opposta struttura si presenta, inoltre, la composizione per marca delle due particolari categorie. Ferma, per il metano, a pochissime opzioni – come mette in evidenza la tabella – e con rilievo pressoché monopolistico del brand Fiat: le cui Panda, Grande Punto, Punto, Multipla svettano nella specifica graduatoria per modello e con la top seller Panda che, grazie a 65.505 consegne, ha attirato da sola il 51,07% delle scelte sul metano. Di converso, le quote significative si limitano per le estere a Citroën, Opel e Volkswagen su percentuali dal 3,23 al 2,70 e con 3.826 consegne di Opel Zafira quale prima auto a metano straniera nello scorso anno.
Ben più varia è la situazione del Gpl, nella graduatoria ancora capeggiata da Fiat ma con un 24,01% relativamente vicino al 25,45% fatto nel contempo registrare dal marchio torinese sul mercato totale.
Di tutto riguardo è invece la performance di Chevrolet, in seconda posizione al 13,28% nel Gpl e rispetto al 2,45% di quota italiana per la marca, anche preferita con 31.072 consegne di Matiz tra le vetture a Gpl più gettonate dell'intero 2009, davanti a 25.141 Panda e a 21.148 Ford Fiesta.
