MOTORI24
Mega parcheggio di auto nuove in attesa di essere immesse nel mercato
4 febbraio 2010

60mila auto invendute
per lo stallo sugli incentivi

di Andrea Franceschi
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È dura vendere oggi un prodotto a 100 se il cliente sa che potrebbe averlo domani a 90. Questa è la condizione in cui si trovano gran parte dei concessionari auto italiani, finiti tra l'incudine e il martello nella contesa tra case automobilistiche e Governo sugli incentivi alla rottamazione. «Il mese di gennaio - spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente della Federazione dei concessionari auto italiani - è stato devastante. Non ci ha penalizzato tanto l'assenza di incentivi in sè, quanto l'incertezza sul futuro. Non sappiamo se ci saranno, a quanto ammonteranno e quali modelli interesseranno. Per questo anche il cliente con buone disponibilità economiche, che comprerebbe anche senza incentivi, preferisce aspettare. E intanto i saloni sono vuoti. Siamo riusciti ad andare sotto del 10% rispetto agli ordinativi di gennaio 2008, che già era stato un mese terribile».

«Qualsiasi decisione è migliore di una non decisione» è il ritornello che ripetono aziende e addetti ai lavori. Anche perché questo stallo sta costando caro a tutta la filiera. A partire dai produttori di auto come la Fiat, che ha recentemente deciso di fermare gli impianti per due settimane mettendo in cassa integrazione 30mila addetti. Secondo una prima stima del Centro Studi Promotor, il blocco degli ordinativi sarà di 60mila auto immatricolate in meno. La previsione sulle vendite di nuove auto nel 2010 è stata così aggiornata a 2milioni de 100mila unità: 60mila in meno rispetto a quanto previsto lo scorso dicembre al Motorshow di Bologna.

«Gli incentivi sono una dichiarata turbativa di mercato - spiega Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor - e servono per anticipare la domanda in modo da sostenere il settore in una fase di crisi. Come tutte le misure che possono determinare una distorsione, prima si introducono e poi si annunciano. Questa elementare regola nell'ultimo anno - dice intervenendo al convegno sulle prospettive della filiera dell'auto organizzato da Quintegia - è stata sistematicamente disattesa. Molti mesi prima della scadenza degli incentivi 2009 ne è stato annunciato il rinnovo, rinnovo poi sistematicamente ribadito con l'effetto di depotenziare le misure in vigore in quanto la possibilità che una misura incentivante a termine venga rinnovata alla scadenza riduce la propensione a servirsene. Giunti in prossimità della scadenza, si è cominciato a parlare di un rinnovo all'inizio di gennaio, poi di un rinnovo entro gennaio, poi della possibilità di un rinnovo di sei mesi con bonus dimezzati, poi si è messa in dubbio la possibilità del rinnovo, poi ancora si è dichiarato di dover aspettare valutazioni in ambito europeo»

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