Meno pianali, più carattere, più offerta nel portfolio dei modelli. Questa la strategia dell'auto globale, che vede i costruttori impegnati in una lotta sempre più ardua per conquistare quote di mercato. Una gara in cui a vincere sono quasi sempre le vetture più attraenti sotto il profilo estetico, confermando il ruolo determinante del design nel processo di acquisto.
Ford cinetica
Si spiega così il successo di Ford e del suo "kinetic design", espressione coniata per sottolineare la dinamicità delle linee. Dalla Mondeo in poi, le vetture dell'ovale blu sono riuscite a far dimenticare il look semi-sovietico della precedente generazione. I risultati non si sono fatti attendere: sul nostro mercato, a fronte di un calo complessivo nel 2009 dello 0,13%, Ford ha totalizzato un +24%, classificandosi prima tra le marche estere e seconda assoluta dietro il brand Fiat. La nuova Fiesta, poi, è l'invidia di tutta la concorrenza, con 106.260 unità vendute solo in Italia (terza in classifica dopo Panda e Punto) e oltre mezzo milione nel mondo.
Piattaforme
Investire in un buon design, quindi, paga. E pagherà sempre di più perché razionalizzando le piattaforme se ne riduce il numero ma, grazie ai progressi tecnici, aumentano le possibilità di modificarle così da adattarle ad architetture diverse. Al potenziale cliente di una "segmento B" non verrà mai il sospetto che sotto una Volkswagen Polo, una Seat Ibiza e una Skoda Fabia si celi di fatto la stessa piattaforma sovrastata da una carrozzeria differente. Provate a spiegarglielo, e verrete quasi di certo guardati con scetticismo.
Immagine di marca
Il lavoro di connotazione dell'immagine di marca è tale che, per quanto simili nelle proporzioni, i modelli di uno stesso costruttore attualmente in circolazione sono molto più riconoscibili che in passato. Come sempre, c'è chi fa tendenza, vedi il design Bmw: le coreane Hyundai e Kia, prive di un'immagine di marca e di riferimenti formali propri, ne hanno tratto ispirazione con buoni risultati estetici, ma soprattutto in fatto di vendite, con una crescita che in un anno come il 2009 ha dell'eccezionale.
Rinnovamento
Punta molto sul rinnovamento del design la Peugeot, consapevole che l'era dei tratti somatici esagerati è al tramonto. La concept-roadster SR1, in mostra a Ginevra tra poche settimane, traccia il solco per le Peugeot di domani, decise nel carattere ma senza più bocche larghe sul frontale. Sarà interessante osservare quale corso seguirà intanto la connazionale Renault, ora che il design è affidato al nuovo direttore Laurens van den Acker, olandese molto creativo, ex Mazda.
Nell'autunno scorso ha sostituito Patrick Le Quément, per oltre vent'anni al timone del design Renault dove ha firmato modelli di grande coraggio formale e di successo come le Mégane II, nonché dei flop come le affascinanti, ma difficili, Avantime e Velsatis. Un cambio di management aveva a un certo punto imposto uno stop alle proposte d'avanguardia, ed è nata così l'ultima generazione delle Renault, visivamente molto più blanda. La prudenza, in questo caso, non ha premiato le vendite. Potrebbe essere tempo per un nuovo cambiamento di stile.