Nel caso di obiettivi mancati davvero per poco, si usa dire che «per un punto Martin perse la cappa»: massima popolare quanto mai adatta per un sintetico commento sul mercato italiano auto del 2009, anch'esso chiuso in difetto per un nonnulla sul 2008. L'ultimo mese è iniziato con una dote prossima ai 250mila inevasi e bastavano 170mila immatricolazioni per pareggiare i 2,162 milioni di vetture della precedente annata, grazie alle 1,99 milioni di consegne raggiunte a novembre. Ma alla fine le immatricolazioni di dicembre sono state 165 mila. Eppure il traguardo sembrava alla portata, alla luce anche di una fase conclusiva caratterizzata da un bimestre in aumento del 22,72% e con punta del 31,25% in novembre.
Ritmi di crescita che, nelle giornate terminali, sono apparsi tuttavia rallentati. Sia per la tendenza della clientela a far targare l'auto nel nuovo anno, sia per un calendario del mese appena archiviato di sole 21 giornate lavorative, rispetto alle 24 di fine 2008. Ragioni, ambedue, che hanno concorso a mantenere dicembre a cavallo delle 165mila immatricolazioni con margine nell'ordine del 16% sulle circa 142mila pregresse. Il 2009 è così arrivato a 2,157 milioni di auto nuove, per un minimo disavanzo che l'attuale stima colloca intorno allo 0,2% e in attesa dei riscontri ministeriali attesi per le ore 18 di lunedì 4 gennaio, primo giorno lavorativo del 2010.
Finisce così, nell'inatteso arrivo al fotofinish, un'annata partita sotto i pessimi auspici dei tracolli finanziari dell'autunno 2008 e proiettata, dopo un iniziale bimestre con quasi il 30% di calo, a soli 1,7 milioni di consegne. Cui hanno dato rinforzo, da metà febbraio, gli ecoincentivi varati a fronte della rottamazione del vecchio circolante, come per l'acquisto di veicoli a basso impatto ambientale. Con un risveglio della domanda che permetteva di contenere al 10,51% la flessione del primo semestre e dando luogo, da giugno, a una ininterrotta sequenza di confronti mensili positivi. Tanto da portare Unrae, l'unione che rappresenta le case estere, ad un'ultima ipotesi di metà dicembre per un totale immatricolativo da 2,15 milioni nel 2009 e con un disavanzo, in tale ipotesi, dello 0,56% sulle consegne realizzate nel 2008.
Stima ulteriormente migliorata dal riepilogativo annuale, nel quale spicca l'avanzata delle vetture non a benzina o diesel. Sino all'anno scorso capaci di una quota di mercato che sfiorava il 93% e lasciando solo il restante 7% alle altre tipologie, con nemmeno lo 0,2% all'ibrido e circa il 3,7% al metano, con quasi il 3,4% al Gpl. Forme di alimentazione alternativa che, grazie alle significative provvidenze governative, da febbraio in poi sono state sempre più prescelte dalla clientela italiana e con la sommatoria di benzina e diesel scesa sotto il 78% di quota, in calo di ben 15 punti di share nell'intervallo. Andati a vantaggio delle vetture con diverso propellente, giunte a superare il 22% nel cumulato 2009 e con incidenza che, negli ultimi mesi, è arrivata a un buon terzo dell'immatricolato complessivo.
Migliorando, in parallelo, l'andamento di marche generaliste capaci di offrire modelli a basso impatto ambientale, specie nei segmenti base sensibili al peso degli incentivi. In una rassegna dove brilla Fiat Group, capace nel 2009 di aumentare per quasi un punto l'incidenza sul mercato domestico e con decisivo apporto dallo specifico brand Fiat, arrivato al 25,5% di share annuale e dal 25,1% pregresso. Parimenti è Lancia a portarsi nel 2009 intorno al 4,8% invece del 4,3% precedente; mentre, in attesa del contributo della nuova Giulietta, si è assestata sul 2,6% la quota di Alfa Romeo.
