MOTORI24
15 gennaio 2010

Csp: mercato ok grazie agli incentivi, urge il rinnovo

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La chiusura in positivo del mercato dell'auto in Europa occidentale (+0,5%) «è sicuramente contenuta, ma molto significativa dati i tempi» e, soprattutto, determinata «dagli incentivi alla rottamazione e all'acquisto di auto ecologiche», che vanno prorogati se si vuole salvare il mercato anche nel 2010 ed evitare una situazione di stallo della domanda che già si sta verificando con gli ordini di gennaio.
Così, in una nota, il direttore del Centro Studi Promotor GianPrimo Quagliano commenta i dati del mercato europeo diffusi dall'Acea. Quagliano precisa che, anche se «non si può escludere che nella seconda parte del 2009 un certo sostegno alla domanda sia venuto dal miglioramento del quadro congiunturale e del clima di fiducia di consumatori e imprese, data la persistente delicatezza della situazione economica, non si può comunque ritenere che nel 2010 il miglioramento della congiuntura, ammesso che effettivamente continui, sia sufficientemente forte da imprimere un tale impulso alla domanda di automobili da evitare nuove cadute delle immatricolazioni».
Quindi, secondo il direttore del Csp, «il mercato europeo dell'auto ha ancora bisogno di incentivi, come emerge anche dal fatto che il mercato tedesco, in cui gli incentivi sono finiti all'inizio di settembre, in dicembre accusa il primo calo».

Per il Centro studi Promotor l'impatto degli incentivi risulta chiaramente analizzando l'andamento dei singoli mercati in relazione ai tempi di adozione delle politiche di incentivazione. In Germania e in Francia, dove il problema è stato affrontato molto tempestivamente, si sono registrati cali decisamente contenuti nei primi mesi dell'anno e la ripresa si è delineata già dalla primavera. In Italia, dove gli incentivi sono stati adottati in febbraio, gli effetti positivi hanno cominciato ad avvertirsi nel secondo semestre e nel Regno Unito e in Spagna, dove incentivi significativi sono stati adottati soltanto il 18 maggio, il recupero si è delineato negli ultimi mesi dell'anno. Naturalmente, anche i consuntivi dei singoli Paesi sono legati alla precocità e al peso degli incentivi adottati. Il mercato tedesco chiude così il 2009 con una crescita sull'anno precedente del 23,2%. Quello francese fa registrare un incremento del 10,7%. Il mercato Italiano, per effetto di un intervento non del tutto tempestivo, riesce a chiudere soltanto in sostanziale pareggio e i mercati di Spagna e Regno Unito chiudono il 2009 con perdite rispettivamente del 17,9% e del 6,4%, perdite, queste ultime, che sono comunque molto più basse di quelle registrate nella prima parte del 2009. L'impatto degli incentivi è molto chiaro anche analizzando la graduatoria delle vendite per marche. Le crescite più rilevanti - sottolinea il Csp - riguardano infatti i gruppi che hanno nella loro gamma un numero significativo di modelli che hanno beneficiato degli incentivi. Nell'intero 2009 il gruppo che consegue il più forte incremento sul 2008 è Fiat (+6,3%), seguito da Renault (+3,9%), da Ford (+2%) e da Volkswagen (+0,7%).

Alcuni Paesi hanno già provveduto a rinnovare i bonus per il 2010. Altri si accingono a farlo e tra questi l'Italia, dove gli incentivi sono scaduti il 31 dicembre. «Il nostro Governo si è da tempo impegnato a rinnovare il sostegno alla domanda di auto ma ad oggi non è chiaro quando lo farà. Si è determinata così - precisa Quagliano - una situazione di blocco nell' acquisizione di ordini, in quanto al momento nessuno acquista autovetture per le quali non sono più in vigore gli incentivi 2009, ma che potrebbero beneficiare degli incentivi 2010 a partire dalla data in cui verranno adottati. Si è quindi determinata una situazione di stallo della domanda da cui è necessario uscire al più presto per evitare ulteriori anomalie al mercato».

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