Il mondo ha ancora fame di auto; e l'Italia non è da meno. Nonostante la crisi, le vendite di autovetture nuove si sono mantenute stabili nel 2009 (2.160.000 immatricolazioni previste, a fronte di 2.160.131 del 2008) e si manterranno agli stessi livelli nel 2010. Poi, dopo un assestamento nel 2011, il mercato si riprenderà alla grande con una crescita nel 2012 del 4,76% (2.200.000 nuove immatricolazioni) e nel 2013 si arriverà a 2.350.000 nuove vetture (+6,82%), riportando il mercato al livello medio degli anni d'oro dell'ultimo decennio. Sono queste le previsioni del Centro Studi Promotor, illustrate dal direttore Gian Primo Quagliano e dall'amministratore delegato di Promotor International nella conferenza d'apertura del 34^ Motor Show di Bologna. Nel 2013, dunque, le vendite di autovetture in Italia ritorneranno sui livelli degli anni d'oro che vanno dal 1997 al 2007, con una previsione di 2.350.000 nuove immatricolazioni. Ovviamente - ha spiegato Gian Primo Quagliano - l'andamento del mercato dell'auto sarà nei prossimi anni fortemente influenzato sia dall'evoluzione della congiuntura economica che dalla politica di incentivi governativi. Come è noto, dopo cinque cali consecutivi del Pil nel terzo trimestre del 2009 si è avuta la prima crescita congiunturale. Secondo il Centro Studi Promotor i più recenti dati statistici e l'andamento degli indicatori di fiducia dell'Isae consentono di ipotizzare che anche il quarto trimestre dell'anno farà registrare una crescita.
Questa situazione rende possibile per l'evoluzione congiunturale sia il profilo a V, sia quello a W che quello a U. Il Centro Studi Promotor per elaborare le sue previsioni sul mercato dell'auto ha ipotizzato che l'evoluzione congiunturale segua una curva a U e cioè che all'arresto della caduta che si sta verificando nel secondo semestre 2009 segua una fase di consolidamento che potrebbe durare per tutto il 2010. A partire dal 2011 si dovrebbe poi delineare una ripresa destinata ad irrobustirsi nel 2012 e a riportare l'economia sui livelli ante-crisi nel 2013.
In questo quadro - ha sottolineato Quagliano illustrando la situazione - lo Stato con gli incentivi alla rottamazione e alle auto ecologiche ha già svolto un ruolo decisamente importante per attenuare l'impatto della crisi per il settore dell'auto e di conseguenza per l'intera economia. Per effetto dell''intervento statale il 2009, che in mancanza di incentivi si sarebbe chiuso con 1.800.000 immatricolazioni, si chiuderà invece sugli stessi livelli del 2008, cioè a quota 2.160.000 immatricolazioni, un risultato assolutamente imprevedibile all'inizio dell'anno quando le vendite di auto fecero registrare cali del 32,6% in gennaio e del 24,5% in febbraio.
Le prospettive sono positive anche per il mercato europeo: nei 18 Paesi dell'area cosiddetta occidentale dell'Ue sono previste a fine 2009 13.500.000 nuove immatricolazioni, di poco superiori a quelle del 2008. Per quanto riguarda il mercato italiano, è noto che gli incentivi finiranno il 31 dicembre e dato il quadro economico ancora molto debole, in mancanza di un nuovo intervento, le immatricolazioni potrebbero scendere a 1.750.000 unità . Il Governo ha già manifestato la sua disponibilità a rinnovare gli incentivi per il 2010, ipotizzando però una riduzione dei bonus. Certamente un nuovo intervento è necessario, ma l'entità degli incentivi non può essere ridotta - ha spiegato Quagliano - perché l'esperienza del 2008 (incentivi ridotti rispetto al 2007) dimostra che si potrebbe verificare una forte caduta dell'interesse da parte dei consumatori e di conseguenza lo Stato spenderebbe risorse soltanto per riconoscere bonus a chi acquisterebbe un'automobile comunque e non vi sarebbe quindi alcun apporto aggiuntivo alla domanda. Qualora invece venga mantenuto quantomeno invariato il sistema attuale dei bonus e si preveda la possibilità di rottamare con gli incentivi le auto immatricolate fino al 2000 (nel sistema attuale questo termine è fissato al 31 dicembre 1999) il Centro Studi Promotor prevede che il mercato dell'auto potrebbe consolidarsi nel 2010 sul livello del 2008 e del 2009.
Nel 2011, sempre secondo le ipotesi formulate dal Centro Studi del Motor Show di Bologna, il decollo della ripresa economica dovrebbe consentire di sospendere gli incentivi dello Stato senza eccessive penalizzazioni per le vendite di auto, anche se sarebbe bene mantenerli ancora con un occhio particolare verso il settore dell'usato, in forte difficoltà. A partire dal 2012 l'irrobustirsi della ripresa e una forte componente di domanda di sostituzione delle auto acquistate negli ultimi anni precedenti la crisi dovrebbe poi portare le immatricolazioni in Italia a quota 2.200.000 nel 2012 e a quota 2.350.000 nel 2013. In questa situazione, l'industria-guida del nostro Paese, la Fiat, dovrebbe trarre vantaggio, sia sul mercato italiano che su quello internazionale. La Casa torinese, che già sta dando risultati che nessuno si sarebbe atteso, si trova infatti in pole position - secondo Quagliano - sia per quanto riguarda lo sviluppo dimensionale della nuova domanda, che tende verso cilindrate più basse sia per quanto riguarda la crescente domanda di auto ecologiche, settori in cui Fiat è bene attrezzata.