MOTORI24
Il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola e l'ad Fiat, Sergio Marchionne (Ansa)
2 dicembre 2009

Exit strategy per l'auto: incentivi «soft» nel 2010

di Carmine Fotina
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Dura poco meno di un'ora l'incontro tra il ministro dello Sviluppo economico e il numero uno della Fiat e alla fine vengono gelate le già tenui speranze dei lavoratori di Termini Imerese: lo stabilimento siciliano – sentenzia l'a.d. del gruppo Sergio Marchionne – produrrà auto fino al 2011, dopo di che l'area industriale dovrà essere riconvertita a una nuova produzione, non ancora individuata. Quella di Marchionne è solo una conferma a quanto già preannunciato al governo e alle parti sociali lo scorso giugno ma è abbastanza per riaccendere la bufera con le tute blu di Termini che insieme a quelle dell'indotto organizzano uno sciopero immediato mentre da Roma il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani chiede al governo una convocazione in tempi rapidi. «Niente incentivi se si perdono posti di lavoro» ripete Raffaele Bonanni della Cisl; «la posizione di Marchionne è inaccettabile» incalza il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo.

Il governo promette nuovi eco-incentivi per il 2010, anche se in forma più soft, ma questa partita non si incrocerà con quella su Termini Imerese. Al termine dell'incontro il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ribadisce che il governo chiede alla Fiat di aumentare la produzione realizzata complessivamente in Italia, ma al tempo stesso ammette che per lo stabilimento siciliano si va verso una nuova stagione. Termini – dice Scajola – «è uno stabilimento industriale oggi sottoutilizzato per la produzione di un modello di auto. Noi riteniamo che possa avere uno sviluppo automobilistico, ma non abbiamo questa competenza». Qualora comunque – aggiunge – «non ci fosse la possibilità di sviluppo della produzione auto dopo il 2011, ci deve essere lo sviluppo di una diversa realtà industriale. Perché noi vogliamo sviluppare la realtà industriale di Termini». Circolano già ipotesi sulla possibile riconversione – componentistica auto oppure, balzando in un nuovo settore, energia alternativa – accompagnate però da una pesante incognita visto che la Regione Siciliana fa immediatamente sapere che il contratto di programma con fondi regionali marcerà solo se a Termini resterà l'auto. Schermaglie tattiche, forse, di certo indicazioni più chiare arriveranno nelle prossime settimane, durante le quali ministero e Fiat dovrebbero tornare a parlarsi in sede tecnica per arrivare al vertice pre-natalizio di Palazzo Chigi con un piano industriale quanto più possibile condiviso. Innalzare i livelli produttivi italiani – da 650mila a 900mila vetture in tempi brevi è una delle ipotesi – sarebbe del resto compatibile anche con la riconversione di Termini Imerese, ritengono sia i manager del Lingotto sia i tecnici del ministero dello Sviluppo economico. Quasi «uno scambio» accusa il leader della Cgil Epifani, «in Italia – dice – c'è una capacità produttiva di 2 milioni di auto. Messa così, non mi pare che ci siamo». Nel periodo di maggiore vivacità del mercato dell'auto, alla fine degli anni 90, la produzione italiana superò quota 1,6 milioni poi i numeri hanno iniziato a scivolare verso il basso, condizionati nell'ultimo anno dall'ampio ricorso alla cassa integrazione. Marchionne conferma «l'impegno del gruppo per l'Italia» e considera 900mila vetture una «cifra non astronomica» (si tratterebbe di tornare ai livelli del 2006) ma non è ancora certo se in questa ridefinizione rientrerà, come da indiscrezioni delle scorse settimane, il trasferimento dalla Polonia alla fabbrica napoletana di Pomigliano d'Arco di una parte della nuova Panda, forse 270mila auto all'anno.

Resta aperta anche la questione incentivi sulla quale ieri, ha detto l'a.d. di Fiat, «non abbiamo parlato e comunque è una questione sulla quale resto agnostico». Come dire: per il governo non sarà una leva negoziale. Il ministero è pronto a rinnovare la campagna di aiuti all'acquisto di auto ecologiche ma interverrà solo dopo l'incontro a Palazzo Chigi in programma il 21 o 22 dicembre per la presentazione del piano Fiat.

Scajola, a margine di un'audizione alla Camera sulla crisi del manifatturiero, esclude che si possa già introdurre una misura in finanziaria e rivela invece che si sta studiando un decreto legge da presentare a gennaio con possibili aiuti per l'auto ed altri settori in affanno, probabilmente macchine agricole, macchine utensili, elettrodomestici. Per l'auto, se si troverà la quadra anche con Fiat, si pensa a un'uscita graduale dal "doping" degli incentivi. L'accesso al bonus, secondo le prime simulazioni dei tecnici, avverrà con vincoli più severi in termini di riduzione delle emissioni di Co2.

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