MOTORI24
01 dicembre 2009

Gli incentivi funzionano perché il prezzo delle auto è alto

di Mario Cianflone
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Gli incentivi hanno funzionato. Ancora. E un rialzo nelle vendite pari allo 31,5% è un segnale inequivocabile che i prezzi dell'automobili, nei listini ufficiali, non in quelli scontati a furia di bonus, sono troppo alti per la capacità di spesa degli italiani. E degli europei

Non a caso, una delle marche che meglio ha performato è stata Ford, quella che per prima ha messo mano ai listini e lanciato i "propri" incentivi a sostegno della domanda. E questo, insieme a due vetture azzeccate, la nuova Fiesta e la più compatta Ka, ha permesso alla casa dell'Ovale Blu di mettere a segno un rialzo delle vendite di quasi il 50 per cento. Voglia di vetture piccole, ben fatte e a basso prezzo. Una formula vincente che Ford ha saputo declinare meglio degli altri.

E mentre corrono le city car, quelli più soffrono sono i segmenti più elevati, composti da vetture di cilindrata abbondante, penalizzate in base a pseudo presupposti ecologici. Eppure rispettose dell'ambiente lo sono sicuramente, forse più di molte compattine portate in condizioni d'uso normale e non sui comodi rulli di un banco-prova dove con piccoli motori si ottengono super risultati nel contenimento di emissioni e palmares "verdi". Record che alla prova dei fatti non servono all'ambiente ma solo al marketing delle case.


Gli incentivi, e le limature dei listini, hanno dunque sostenuto la domanda, ma l'interrogativo è solo uno: quali sono le dimensioni reali delle quattro ruote targate Italia? Gli italiani hanno davvero bisogno di cambiare auto? Devono buttare a mare vetture Euro 2, pulite ed efficienti, immolandoli sull'altare delle emissioni presunte? Forse No.

Non si può più pensare a un mercato da 2,4 milioni di veicoli, e certamente sarà necessario ricalibrare le aspettative e il settore stesso su livelli inferiori. Occorre ripensare anche l'automobile come oggetto di consumo e il suo marketing: in fondo la macchina non si acquista sull'impulso emozionale del momento e sotto le luci abbaglianti di un concessionario.

Ma al contrario è, ora più che mai, un acquisto ponderato e affrontato con cautela. L'auto, in tempi di crisi, non si cambia più per diletto o per sfizio, ma solo quando serve per davvero, e poco importa che sia una "vecchia" euro 3. Il mercato di pura sostituzione è più feroce, spietato perché la passione conta sempre meno. E le vetture, adesso, durano ben di più del recente passato. Dopo 6, 8 o 10 anni, nessuna traccia di ruggine, la vernice ancora lucida, il motore si mette in moto al primo colpo. E per molte famiglie il ricambio non è un'esigenza sentita e primaria.

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