MOTORI24
15 luglio 2009

A giugno vendite di nuove auto in crescita in Europa

Fiat registra la perfomance migliore a livello di Gruppo. Volkswagen consolida la sua leadership continentale. Bene Psa e Ford. Exploit delle «low cost» Dacia
di Mario Cianflone
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In giugno, dopo tredici cali consecutivi, il mercato europeo dell'auto torna in territorio positivo. Secondo i dati diffusi oggi dall'Acea, nei diciotto mercati dell'Europa Occidentale sono state immatricolate 1.382.189 autovetture con una crescita del 4,6%, mentre considerando anche i Paesi nuovi membri dell'Unione Europea le immatricolazioni sono state 1.461.859 con una crescita contenuta nel 2,4%. La svolta per il mercato europeo è dovuta essenzialmente agli incentivi alla domanda di auto varati da ben dieci Governi tra cui tutti quelli dei principali Paesi.

Va tuttavia sottolineato, sostiene in una nota il Centro Studi Promotor di Bologna, che un impatto positivo ha certamente avuto anche l'inversione di tendenza che, a partire da aprile, si è verificata nell'intera area euro e nel Regno Unito nel clima di fiducia di imprese e consumatori. Dopo una caduta particolarmente pesante iniziata già nella seconda metà del 2007 e accentuatasi particolarmente a partire dal settembre 2008 gli indicatori dall'aprile scorso sono infatti in recupero praticamente in tutti i Paesi dell'area. Il merito maggiore per la crescita di giugno va comunque ascritto agli incentivi. Un apporto decisivo al risultato è certamente venuto dalla Germania, dove viene riconosciuto a chi acquista con rottamazione un incentivo particolarmente pesante (2.500 euro).
In giugno il mercato tedesco è cresciuto del 40,5% dopo aver fatto registrare nei primi cinque mesi dell'anno un tasso medio di sviluppo del 21,3%, con punte superiori al 39% sia in marzo, che in maggio.
Buono in giugno anche il risultato italiano. Finalmente gli incentivi alla rottamazione in vigore dal 7 febbraio hanno determinato un significativo incremento di vendite (+12,4%). Il risultato era particolarmente atteso perché l'insufficiente disponibilità di auto incentivate aveva in parte deluso le attese nei mesi immediatamente successivi all'adozione degli incentivi. Ora il problema è superato e vi è la concreta possibilità che il mercato italiano si mantenga in territorio positivo nella seconda metà dell'anno. Anche il mercato francese, pure assistito da incentivi statali, fa registrare in giugno una crescita apprezzabile (+7%), anche se non particolarmente esaltante. I risultati più importanti di giugno sono però sicuramente quelli di Spagna e Regno Unito.

Entrambi questi Paesi nello stesso giorno, il 18 maggio, hanno adottato misure di incentivazione molto più efficaci di quelle che avevano messo in campo nei mesi precedenti e i risultati ottenuti già in giugno (cioè prima che siano interamente trascorsi i tempi tecnici perché il meccanismo degli incentivi vada a regime) sono decisamente importanti. La Spagna, che nei primi cinque mesi dell'anno aveva fatto registrare un calo medio delle immatricolazioni del 42,7%, in giugno riduce al 15,9% la contrazione sullo stesso mese del 2008, mentre il Regno Unito la contiene nel 15,7%, contro un calo medio del 26,4% nei primi cinque mesi dell'anno.
Considerando i sei mesi in Europa occidentale il mercato ha segnato un calo del 9,8%, con la Germania unica ad aver registrato un segno positivo (+26,1%).
Continuano ad essere depressi i mercati dei nuovi Stati membri (-25,3% a giugno). Unici Paesi a registrare una crescita, Repubblica ceca (+18%) e Slovacchia (+57,4%).

FIAT
Fiat prosegue il trend positivo di crescita in tutta Europa e a giugno aumenta la quota di mercato. Nell'Europa occidentale (Ue a 15 più paesi dell'Efta) è cresciuta all'8,7% contro l'8,1% di un anno fa, con volumi di vendita aumentati del 13,2%. In aumento anche la quota di mercato se si prendono in considerazione paesi dell'Est europeo (sale dal 7,9% all'8,6%) con una crescita percentuale dell'undici per cento.
Se si escludono Hyundai e Suzuki (che a giugno hanno aumentato le immatricolazioni del 27,1 e del 13,1% ma con volumi molto inferiori) secondo i dati Acea nessuno ha fatto meglio di Fiat, a livello di gruppo e in percentuale.
A livello di singoli brand le immatricolazioni delle vetture con marchio Fiat sono cresciute del 13,2% per un totale di oltre 96mila esemplari e una quota del 7 per cento. Fuori dall'Italia, le Fiat sono state scelte da circa 41 mila europei.

Da segnalare l'exploit delle vendite registrati in Germania (dove le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles sono aumentate dell'80,2% e la quota di un punto percentuale attestandosi al 4,5%) e in Francia (volumi +9,1% e quota al 4,2 per cento).
Bene Alfa Romeo (+7,7%) che ha invertito la tendenza degli ultimi mesi grazie soprattutto al buon andamento della piccola sportiva MiTo. Il biscione in totale ha venduto 11.336 vetture (di cui 5.516 in Italia) e un market share invariato allo 0.8 per cento.
Buono il risultato anche per Lancia che ha venduto in Europa occidentale a giugno 12.450 vetture, il 16,6% in più rispetto a giugno 2008. La quota passa così allo 0,9% dallo 0,8% di un anno fa. Va ricordato che le vendite di Lancia si concentrano prevalentemente sul mercato Italiano. Infatti, a Giugno in Italia (+18,6) ne sono state vendute 10.432 e, dunque, le Lancia targate negli altri Paesi Europei sono poco più di duemila. A dispetto di numeri contenuti Lancia comunque cresce e registra risultati di rilevo anche in Germania (+48,6%) e in Francia (+50,1%).

VOLKSWAGEN
Il leader del mercato del Vecchio Continente resta – inevitabilmente - il gruppo Volkswagen che registra un aumento delle immatricolazioni pari al 12,4%, poco meno di Fiat ma qui i numeri in gioco sono nettamente superiori: 293mila macchine (con un market share pari al 21,2%) contro le 120mila del Lingotto. A salire è soprattutto il marchio Volkswagen che mette a segno un rialzo del 14,3% con una quota che vale l'11,6 per cento. Bene gli altri brand del colosso di Wolfsburg (Audi +7%, Seat +10,4% e Skoda +15,8 per cento).

PSA
Il Gruppo francese Psa (Peugeot – Citroën) mette a segno un dato migliore del mercato grazie a un rialzo del 13,2% che porta il market share al 13,4% contro il 13,1% di un anno fa. In totale ha venduto quasi 185 macchine. Le vendite della casa del Leone segnano un rialzo del 4,5% mentre le immatricolazioni del marchio del Double Chevron sono cresciute del 9% per cento.

FORD
Ford è penalizzata da Volvo. Complessivamente la casa, che ha venduto 140mila automobili, mantiene il market share a quota 10,1 per cento compresa e registra vendite in aumento del 4 per cento. Il dato è leggermente inferiore della media di mercato in virtù del risuolato negativo della controllata svedese (-13,9%), al contrario le vendite dell'Ovale Blu sono cresciute del 7,5% per un totale di oltre 120mila esemplari e una quota che passa dall'8,7 all'8,5 per cento. Il successo è dovuto in gran parte a particolari politiche di sconto/incentivi e soprattutto al successo della Fiesta, al secondo posto dopo Vw Golf nella classifica delle più vendute in Europa è al terzo posto in Italia.
Il caso Ford è emblematico: è l'unica delle tre grandi di Detroit a resistere, mentre Gm continua a scendere e Chrysler è ridotta al lumicino anche in Europa dove ha visto le vendite calare del 52,9% per un market share che dallo 0,7% del giugno 2008 scende a un risicato 0,3 per cento.

GM / OPEL
General Motors viaggia ancora in terreno negativo (-5,6%) con un calo del market share del 5,6% per un totale di poco meno di 126mila auto. In discesa Opel (-6,1%) e una quota che scende dall'8,4% al 7,5 per cento.

RENAULT
Positiva, invece la perfomance di Renault che mette a segno un incremento pari all'8,5% che vale una quota del 9,4 per cento per un totale di oltre 130mila macchine. Ma il rialzo è imputabile alla controllata rumena Dacia, specialista in low cost di qualità, le cui vendite sono aumentate del 181,9 per cento e un market share che vale l'1,6 per cento. Numeri sono bassi ma non disprezzabili, visto che si tratta di 21.480 vetture. Per intenderci Dacia ha venduto più auto di Honda, quasi quanto Suzuki e quasi il doppio di Lancia o di Alfa Romeo. La Regie, invece, marcia in discesa: le immatricolazioni delle sole Renault segnano invece un calo del 3,2 per cento.
Negativi i risultati di Daimler (-2,3%) e di Bmw (-10,8%) a causa di un mix di fatture che spaziano dall'assenza dell'effetto incentivi per Mercedes e Bmw alla contrazione del mercato delle flotte aziendali.
Tra i grandi generalisti spicca infine il dato negativo di Toyota che segna un calo pari al 2,5 per cento con la quota che passa dal 4,7 al 4,3 per cento.

IL COMMENTO DEL CSP
La svolta per il mercato europeo «è dovuta essenzialmente agli incentivi alla domanda di auto varati da ben dieci Governi tra cui tutti quelli dei principali Paesi». Così in una nota il Centro Studi Promotor (Csp) commenta i dati sulle immatricolazioni europee in giugno.
«Un impatto positivo - aggiunge il Csp - ha certamente avuto anche l'inversione di tendenza che, da aprile, si è verificata nell'intera area euro e nel Regno Unito nel clima di fiducia di imprese e consumatori».
Il merito maggiore per la crescita di giugno, osserva il Centro Studi Promotor, va comunque ascritto agli incentivi. Un apporto decisivo al risultato, aggiunge, è venuto dalla Germania: in giugno il mercato tedesco è cresciuto del 40,5%.
Il Csp aggiunge che gli incentivi alla rottamazione in vigore dal 7 febbraio hanno «finalmente» determinato un significativo incremento di vendite (+12,4%) anche in Italia. «Ora - osserva - vi è la concreta possibilità che il mercato italiano si mantenga in territorio positivo nella seconda metà dell'anno».
I risultati più importanti di giugno sono però quelli di Spagna e Regno Unito, che il 18 maggio hanno adottato misure di incentivazione molto più efficaci di quelle che avevano messo in campo nei mesi precedenti. La Spagna, che nei primi cinque mesi dell'anno aveva fatto registrare un calo medio delle immatricolazioni del 42,7%, in giugno riduce al 15,9% la contrazione sullo stesso mese del 2008, mentre il Regno Unito la contiene nel 15,7%, contro un calo medio del 26,4% nei primi 5 mesi dell'anno. «Sulla base di questi dati - conclude il Csp - è lecito ritenere che in tempi ragionevolmente brevi, anche il mercato spagnolo e quello del Regno Unito possano far registrare incrementi rispetto al 2008».

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