Vola il mercato del Gpl in Italia. Persino Fiat, da sempre orientata al metano, ha integrato la sua offerta con 11 modelli a Gpl. Il motivo dell'interesse dei costruttori è chiaro: il piatto è ricco grazie agli incentivi che, assorbendo di fatto il costo dell'impianto, hanno aperto il mercato e spinto il business del gas. Soprattutto del Gpl, favorito rispetto al metano dalla più facile reperibilità in tutta la Penisola, grazie agli oltre 2.300 distributori, e dal minor costo dell'impianto.
Nei primi cinque mesi di quest'anno le vetture benzina/Gpl hanno raggiunto una quota di mercato del 9,57%, con un incredibile incremento (255%) rispetto al 2,29% di un anno fa. E quanto abbia giovato a Fiat l'essersi inserita in questa nuova offerta lo dimostra la sua repentina scalata nella classifica delle top ten, con Punto e Panda seconda e terza, subito dietro la "veterana" Chevrolet Matiz, peraltro superata da entrambe nelle vendite di maggio.
Per restare nel gruppo del Lingotto, anche Lancia è appena entrata in lizza con le versioni EcoChic a Gpl di Ypsilon e Musa, che condividono con le "cugine" Fiat i motori sviluppati da Fpt (Fiat powertrain technologies) in collaborazione con Landi Renzo che fornisce i componenti per l'impianto Gpl. Accanto all'emiliana Landi, l'altro big nel mondo degli impianti a gas – nel quale la leadership italiana è incontestabile – è la piemontese Brc, che fornisce case come Ford e Chevrolet. Quest'ultima offre l'intera gamma anche a Gpl e fino a oggi si è accaparrata una buona fetta di mercato.
La Ford sta invece muovendo adesso i primi passi in questo settore con tre modelli di punta: la Fiesta 1.4 da 96 Cv (in listino a 13.500 euro), con emissioni inferiori a 120 g/km di CO2, Focus e C-Max con il 2.0 da 145 Cv che costano rispettivamente 17.750 e 21mila euro. A questi, ma con minori volumi di vendita, si aggiunge la Mondeo, con la stessa motorizzazione bifuel da 145 Cv con emissioni di CO2 di 189 g/km nel funzionamento a benzina e di 167 g/km quando la vettura viene alimentata a gas. Il prezzo di listino è di 26.250 euro, vanno applicati gli incentivi e gli eventuali sconti/promozioni dei concessionari.
Complessivamente, ben 18 case automobilistiche hanno a listino modelli bifuel a Gpl e tra quelli più venduti in questi primi cinque mesi spiccano, oltre alle già citate Chevrolet e Fiat, la Hyundai i10, la Peugeot 207, la Dacia Sandero, la Ford Focus e la Kia Picanto. Una varietà tale che fa ben sperare per le prossime "new entry".
Tra i debutti più recenti troviamo la Kia Soul equipaggiata con la versione bifuel del brillante 1.6 da 118 Cv. Funzionando a Gpl raggiunge i 170 km/h di velocità massima ed emette 135 g/km di CO2. Il crossover compatto coreano, grazie alle offerte della casa e ai 1.500 euro di incentivo statale può costare addirittura 13.850 euro.
Nel segno del risparmio ecco la Chevrolet Captiva che debutta con le due sole ruote motrici e con l'impianto a Gpl. Il listino parla di 28.500 euro per la bifuel che monta il collaudato 2.4 16V da 136 Cv utilizzato anche dal modello a trazione integrale. Avrà anche rinunciato a due ruote motrici, ma non ai contenuti: sette posti di serie, sul controllo della stabilità Esc e della trazione Tcs, climatizzatore automatico e sensori di parcheggio sono tutte dotazioni non comuni su vetture "entry level". Tra incentivi e sconti della casa, il prezzo della Captiva 2Wd parte da 24.900 euro.
Opel propone la nuova gamma omologata fase II e definita Gpl-Tech. Corsa 1.2, Meriva 1.4 e Astra 1.4 sfoggiano definizione che sta a indicare una vettura sottoposta a modifiche ad hoc finalizzate a ottimizzare il funzionamento a gas. Ma la conversione al Gpl è stata massiccia anche per il gruppo Volkswagen, che propone in versione bifuel quasi tutti i modelli Seat e Skoda e tutte le Vw medio-piccole (dalla Fox alla Golf-Touran), così come fa Renault da Clio a Laguna, passando per Mégane e Scénic. Mentre Citroën si è limitata a far omologare a gas la C3. Tra i giapponesi è bifuel la nuova Mitsubishi Colt, così come le piccole di casa Nissan e l'intera gamma Daihatsu (che compensa così la mancanza del diesel) e Subaru, passata al Gpl quando non poteva ancora contare (e ne sentiva la mancanza) sul 4 cilindri boxer a gasolio.
Anche il mondo low cost va a Gpl: l'alimentazione bifuel è disponibile sulla Dacia Sandero, sull'italo-cinese Dr5, sulla Ceo della cinese Shanghuan e sui modelli dell'indiana Tata. Al l'estremo opposto della gerarchia automobilistica, il "fascino" del Gpl non risparmia neppure il segmento premium. O almeno così sembra pensarla Volvo, che offre con la V50 1.8 l'unica vettura trifuel (benzina, etanolo e Gpl) disponibile sul mercato italiano.