MOTORI24
1 maggio 2009

Usa, i big dell'auto ancora in caduta libera

Ford, Chrysler e Gm in picchiata. Male anche Toyota, Nissan,e Mercedes
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Vendite in discesa per Ford, Chrysler e Gm. La casa dell'Ovale Blu negli Stati Uniti ha registrato un calo del 32% nelle immatricolazioni di aprile per un totale di 134,401 vetture contro le 196,385 di un anno fa. Il calo è maggiore delle attese degli analisti e testimonia come la situazione dell'auto in America resti grave anche per il colosso di Dearborn che al contrario delle altre due grandi di Detroit, Gm e Chrylser (quest'ultima in Chapter 11) non ha richiesto aiuti al Governo Usa. Ford si trova paradossalmente in una situazione migliore visto che in Europa le non vanno poi così male. Anzi in alcuni Paesi come l'Italia, grazie a prodotti nuovi come Fiesta e Ka, e a un'oculata strategia di sconti e anticipazione degli incentivi ha guadagnato quote di mercato. A marzo nel nostro Paese, infatti, ha visto le immatricolazioni crescere del 30 per cento.

Male le vendite sul mercato interno anche per la Chrysler: sempre ad aprile le immatricolazioni sono scese del 48% a 76.682. Non va molto meglio General Motors, che si ferma a 137.000 unità, in calo del 33,7 per cento. La casa automobilistica per il secondo trimestre un calo della produzione in Nord America del 35 per cento.

Gm con Opel in Europa non perfoma altrettanto bene di Ford nel vecchio continente. Infatti la Casa del Lampo si trova sull'orlo del fallimento e potrebbe entrare nell'orbita di Fiat o, secondo le preferenze di settori industriali e politici tedeschi, nella mani del gigante Magna International specializzato in componenti e assemblaggio conto terzi. E va ricordato che la crisi di Opel non origina solo nella crisi economica e nella contrazione dei consumi, quanto piuttosto è dovuta a scelte di design che non hanno incontrato i gusti degli automobilisti e solo recentemente, con la Insignia, reginetta di bellezza europea, ha dato una sterzata nel design che proseguirà anche con la prossima generazione di Astra.

Negli Usa, invece, le cose vanno male per Ford e anche per quella Toyota dei miracoli che era riuscita a buttare Gm giù dal podio di primo costruttore del mondo.
La casa nipponica, sempre and aprile ha previsto crollare le vendite del 37%, mentre la connazionale Nissan, controllata dal'Europea Renault, ha registrato sempre negli Stati Uniti un calo del 27 per cento.

Male le vendite di aprile anche per Daimler che ha visto le vetture Mercedes Benz ridurre le vendite del 31%, segno inequivocabile che la crisi offusca la luce della stella a tre punte. In negativo anche le vendite delle vetturette a marchio Smart che hanno lasciato sul terreno il 50%. È questo è forse un segnale che nelle strade a stelle e strisce le vetture di dimensioni così piccole non sono tanto gradite.

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